Accessibility icon
30.04.2026

La Città di Rovinj-Rovigno celebra oggi la Giornata della Liberazione

Con la deposizione delle corone di fiori al Monumento ai caduti a Valdibora, questa mattina è stato celebrato l’81º anniversario della liberazione di Rovinj-Rovigno. È questo il giorno in cui Rovigno e il suo territorio ricordano con particolare rispetto i propri eroi popolari Pino Budicin e Matteo Benussi Cio, così come tutti i combattenti antifascisti che, durante la Seconda guerra mondiale, sacrificarono la propria vita per la libertà e per un futuro più giusto.

Si tratta di una data solenne e importante per Rovigno e il suo territorio, ma anche per numerose città e località istriane limitrofe, poiché molte di esse furono liberate proprio in questi giorni dall’ideologia e dal terrore nazifascista. In questo spirito, anche l’Europa celebra il 9 maggio la Giornata della vittoria sul fascismo.

Dopo la solenne deposizione delle corone di fiori, i presenti hanno osservato un minuto di silenzio in omaggio ai civili, ai combattenti e a tutti coloro che hanno donato la propria vita per i valori della pace e della libertà.

Ai presenti si è quindi rivolto il sindaco Emil Nimčević, sottolineando come il ritrovo presso il Monumento ai caduti confermi ancora una volta i valori sui quali si fonda Rovinj-Rovigno: libertà, pace, convivenza, rispetto e responsabilità verso gli altri.

«In un mondo in cui, purtroppo, anche oggi assistiamo a guerre, distruzioni, paura e nuove divisioni, anniversari come questo assumono un significato ancora più profondo. Essi ci ricordano che la pace e la libertà non sono garantite per sempre e che i valori democratici vanno custoditi ogni giorno: nelle nostre decisioni, parole e azioni», ha dichiarato il sindaco.

Ha evidenziato come l’81º anniversario della liberazione di Rovigno non venga considerato soltanto un momento storico, ma anche un monito per il presente. Rovinj-Rovigno, ha aggiunto, nel corso della propria storia ha conosciuto bene il significato dei cambiamenti, delle incertezze e dei tempi difficili.

La liberazione portò speranza, ma anche un nuovo periodo segnato da complesse circostanze politiche e sociali. La storia dell’Istria e di Rovigno comprende anche pagine dolorose, tra cui l’esodo di una parte della popolazione italiana. Di questi fatti, ha sottolineato il sindaco, è necessario parlare con rispetto, consapevoli che la maturità di una comunità si fonda anche sulla capacità di accettare il proprio passato nella sua interezza.

«Rovinj-Rovigno è cresciuta fino a diventare una città multiculturale, una città di due lingue, di culture diverse e di numerose identità che non si escludono, ma si arricchiscono reciprocamente. La nostra convivenza non è soltanto un’eredità, ma una pratica quotidiana. Essa si vede nelle nostre scuole, nelle istituzioni, nelle famiglie, nei vicinati, nei programmi culturali e nel modo in cui viviamo gli uni accanto agli altri», ha affermato Nimčević.

Ha sottolineato in particolare come proprio oggi, mentre molte parti del mondo cercano nuovamente la via verso la pace, il dialogo e la comprensione, Rovinj-Rovigno abbia motivo di essere orgogliosa di ciò che ha costruito come comunità. Non, ha aggiunto, per accontentarsi di quanto raggiunto, ma per custodire questi valori con ancora maggiore forza.

Parlando del Monumento ai caduti, il sindaco ha ricordato come esso testimoni in modo permanente le persone che, con il loro operato, hanno reso possibile alle generazioni di oggi vivere in libertà. Fu eretto dai cittadini di Rovinj-Rovigno a metà degli anni Cinquanta del secolo scorso come luogo permanente di memoria dei combattenti caduti, dei partigiani e degli attivisti rovignesi, che fecero parte del grande movimento antifascista e antinazista.

«Oggi ricordiamo con rispetto Pino Budicin, Matteo Benussi Cio, i fratelli Brajković, i fratelli Lorenzetto, Francesca Bodi, Anton Bučković, i fratelli Božić, Pietro Bobicchio, Stanko Pauletić, Giordano Paliaga, così come tutti gli altri concittadini noti e ignoti che, con la propria vita, il proprio coraggio e le proprie convinzioni, hanno dato il loro contributo alla libertà», ha sottolineato il sindaco.

Ha poi ricordato anche come Rovinj-Rovigno appartenga alla comunità europea di Stati fondata sulla libertà, la democrazia, lo Stato di diritto e l’uguaglianza, ma che questi valori non vivono da soli: essi si confermano proprio nelle comunità locali.

«Per questo la deposizione odierna della corona non è soltanto un atto protocollare. È un’espressione di gratitudine, ma anche una promessa. La promessa che continueremo a coltivare rapporti di fiducia tra le persone, a custodire il patrimonio antifascista, a rispettare le diversità e a costruire una città in cui ciascuno possa sentirsi libero, sicuro e accolto», ha concluso Nimčević, ringraziando, a nome della Città di Rovinj-Rovigno e a titolo personale, tutti coloro che si sono riuniti per rendere insieme omaggio a coloro ai quali dobbiamo la libertà.

Alla commemorazione hanno preso parte anche la deputata al Sabor croato Maria Blažina, i rappresentanti della Città di Rovinj-Rovigno, delle istituzioni e delle aziende cittadine, i rappresentanti dell’Associazione dei combattenti antifascisti del territorio rovignese, i rappresentanti della vita pubblica cittadina, i rappresentanti della sezione rovignese dell’Associazione dei volontari e veterani della Guerra patriottica, nonché numerosi cittadini.