La corona è stata deposta dal sindaco Emil Nimčević assieme ai rappresentanti dell’Associazione dei combattenti antifascisti e degli antifascisti di Rovigno. Alla commemorazione, hanno partecipato i membri dell’Associazione dei difensori croati della Guerra per la Patria – sezione di Rovinj-Rovigno, nonché il vicesindaco Dino Sošić.
Il presidente dell’Associazione dei combattenti antifascisti e degli antifascisti di Rovigno Branko Oplanić ha ricordato ai presenti che Matteo Benussi Cio appena quattordicenne, aveva partecipato alle manifestazioni contro il fascismo organizzato dal Partito Socialista d’Italia, nonché il 1° maggio 1935 e 1937 issò la bandiera rossa sul campanile della chiesa di Sant’Eufemia, e poi sul tetto del mulino di Kalo.
Nel 1943 fu deportato dai fascisti in un campo di concentramento in Italia, dal quale riuscì a fuggire dopo la capitolazione d’Italia. Dopo essersi unito al Movimento di liberazione Nazionale, ha formato e guidato un gruppo di sabotatori. Il gruppo effettuò il suo primo sabotaggio sulla linea ferroviaria vicino a Pola nel novembre 1943. L’esplosione di una mina distrusse una locomotiva e cinque vagoni, e pochi giorni dopo il gruppo fece saltare in aria un treno sulla linea Rovigno-Canfanaro e demolì un ponte sulla strada verso il canale di Leme.
All’inizio del 1944 il gruppo entrò a far parte della Terza compagnia partigiana istriana, nell’ambito della quale continuò a svolgere una serie di azioni. Si distingue l’azione organizzata del 5 gennaio 1944 quando un gruppo di combattenti, incluso Cio, entrò a Rovinj-Rovigno, e mentre la gente passeggiava per le strade, entrò nel palazzo dove erano radunati i fascisti. L’impresa era tanto più difficile perché la caserma tedesca distava solo un centinaio di metri. Cio e un altro compagno riuscirono a salire al primo piano e all’improvviso fecero irruzione nella stanza e aprirono il fuoco sui fascisti. Poiché il mitra si inceppò, Cio accese la miccia di una mina ricavata da un barattolo di pesce, e la lanciò nella stanza. Ponendo fine alla rinnovata organizzazione fascista a Rovinj-Rovigno.
Cio e i suoi minatori invasero ancora una volta la Rovigno occupata nell’aprile 1944. In tale occasione riuscirono a catturare tutti i finanzieri e distrussero una piccola barca in costruzione con una mina.
Dopo la guerra Matteo Benussi Cio continuò ad abitare a Rovigno. Si spense il 16 giugno 1951 in una clinica di Belgrado, stremato dalle fatiche della guerra e nel 1953 fu proclamato eroe popolare.