Questa mattina, con la deposizione di una corona al Monumento ai Caduti di Valdibora, è stato commemorato l’80º anniversario della liberazione della nostra città.
La corona è stata deposta dal sindaco Marko Paliaga e dal presidente dell’Associazione dei Combattenti Antifascisti e degli Antifascisti del Rovignese, Branko Oplanić. Alla cerimonia hanno partecipato il deputato al Sabor Dalibor Paus, i rappresentanti della Città, delle aziende pubbliche, delle istituzioni e delle associazioni, i membri dell’UABA del Rovignese e numerosi cittadini e ospiti.
È il giorno in cui Rovigno e il suo territorio ricordano i due eroi nazionali Pino Budicin e Matteo Benussi Cio, così come tutti i combattenti antifascisti che durante la Seconda guerra mondiale hanno sacrificato la propria vita per la libertà e un futuro migliore.
Una data solenne e importante non solo per Rovigno, ma anche per le città e i paesi vicini dell’Istria, poiché molti di essi furono liberati proprio in questi giorni dal giogo dell’ideologia e del terrore nazifascista.
In questa occasione, il sindaco Marko Paliaga ha ricordato gli eroi nazionali rovignesi Pino Budicin e Matteo Benussi Cia, ma anche tutti i combattenti antifascisti caduti per la libertà durante la Seconda guerra mondiale.
«Con il gesto simbolico della deposizione della corona non esprimiamo solo la nostra gratitudine, ma dimostriamo che il loro contributo ha superato e resistito ai decenni del dopoguerra e alle difficoltà. Continuiamo a migliorare i rapporti con i nostri concittadini e vicini, il nostro rapporto con la natura e l’ambiente, il nostro legame con il patrimonio culturale e storico, affinché possiamo dire con serenità che stiamo facendo del bene non solo per noi stessi, ma per il bene comune», ha dichiarato il sindaco nel suo discorso.
«In tempi in cui i valori fondamentali come l’uguaglianza, i diritti umani e la dignità sono sempre più minacciati, è importante ricordare quanto siano profondamente radicati nella nostra identità locale. Rovigno e l’Istria sono un esempio di comunità che vive il multiculturalismo, la tolleranza e la solidarietà. Di questo possiamo essere orgogliosi, non solo perché ci riconoscono per questi valori anche oltre i confini, ma perché li viviamo quotidianamente e li trasmettiamo alle future generazioni.»
I presenti hanno reso omaggio con un minuto di silenzio ai civili, ai combattenti e a tutti coloro che hanno dato la propria vita per i valori di pace e libertà.