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20.03.2017

Relazione sull’operato e Piano di lavoro del Consiglio cittadino

Intervento del Presidente del Consiglio cittadino
del 20 marzo 2017

Egregia vicepresidentessa del consiglio,
spettabile sindaco,
stimate consigliere e consiglieri,
spettabili colleghi e colleghe consiglieri

È usanza, ma anche dovere, di rivolgermi a voi come presidente del Consiglio cittadino prima di discutere la Relazione sull’operato di questo organismo per il 2016 e di dare il mio parere su quanto fatto, come pure di introdurre la proposta del Programma di lavoro per il prossimo periodo. Naturalmente, quando dico prossimo periodo, tengo presente il fatto che in quest’aula, già alla fine di maggio – inizio di giugno, sederanno dei nuovi rappresentanti dei cittadini di Rovigno, dei nuovi consiglieri e consigliere comunali.

Il Programma di lavoro del Consiglio cittadino per il 2016 è stato approvato alla riunione svoltasi il 1. marzo 2016.

In base al Programma di lavoro per il 2016 era necessario esaminare ben 68 punti all’ordine del giorno. Durante le 9 riunioni svoltesi durante l’anno solare sono stati esaminati e approvati 63 punti che riguardavano la regolamentazione di varie questioni di pertinenza dell’autogoverno locale. Dunque, lo scorso anno sono state discusse e promulgate le delibere in base a 97 punti dell’ordine del giorno.
Nel programma di lavoro del Consiglio cittadino per il 2016 era previsto il dibattito e la deliberazione su altri 5 argomenti. La spiegazione dei motivi per cui non si è svolto il dibattito su questi 5 temi è data nei materiali consegnati ai consiglieri.

Visto che questa è, probabilmente, l’ultima riunione del Consiglio cittadino in questo periodo mandamentale, mi soffermerò brevemente sull’operato di questo organo non solo nel 2016 ma in tutto il quadriennio 2013-2017.
In questa convocazione del Consiglio cittadino abbiamo tenuto 43 riunioni nelle quali abbiamo discusso e deliberato su 443 punti all’ordine del giorno, preceduti dai dibattiti preparatori in sede di comitati e commissioni, che in questo periodo si sono riunite in 140 occasioni.
Tutte le riunioni si sono svolte secondo l’ordine del giorno proposto, con la consegna puntuale degli inviti e delle proposte dei temi da discutere, recapitati contemporaneamente in forma stampata ed elettronica. Meno di un anno fa ricevevamo i materiali soltanto in forma elettronica. Mi auguro che con la tempestiva disponibilità dei materiali di lavoro abbiamo dato il nostro contributo alla tutela dell’ambiente, riducendo il consumo di carta, di energia e l’inquinamento. Inoltre, abbiamo ridotto anche le spese previste per questo segmento di attività del Consiglio cittadino.

Per la qualità del nostro lavoro, oltre alla consegna puntuale dei materiali da esaminare, erano importanti anche le richieste dei consiglieri riguardo all’ambito e alla qualità dei materiali e alla loro conformità con lo Statuto cittadino e le altre norme di legge… In tutto questo periodo ciò è stato fatto in modo esemplare. Personalmente reputo un tale atteggiamento verso le richieste dei consiglieri come un esempio di correttezza nei rapporti e di rispetto dell’operato del Consiglio cittadino, che il sindaco e l’amministrazione comunale, le istituzioni e le aziende cittadine hanno manifestato nei nostri confronti, in qualità di consiglieri cittadini.

Ritengo che durante i lavori del Consiglio cittadino, durante tutta la quarantina di riunioni, abbia prevalso lo spirito del rispetto reciproco e l’atmosfera costruttiva delle discussioni. Di ciò ringrazio e mi congratulo sia con i consiglieri dell’opposizione sia con quelli della maggioranza, formata in questa convocazione dai rappresentanti eletti dalla lista della DDI.

Permettetemi di richiamare la vostra attenzione, ma anche quella dei media che seguono il nostro lavoro, al fatto che durante tutti questi quattro anni sono state approvate puntualmente le delibere fondamentali per lo sviluppo e il funzionamento della città: tutte le deliberazioni di bilancio, i programmi di costruzione e manutenzione degli impianti dell’infrastruttura comunale e di altro genere, i piani urbanistici, i piani di gestione del patrimonio e degli immobili, i piani di lavoro del sindaco, dell’amministrazione comunale, delle nostre aziende e istituzioni, i programmi di gestione dei rifiuti urbani e così via. Così, per esempio, nell’ambito del settore delle attività sociali e della sicurezza sono stati approvati 97 atti; nell’ambito di gestione del patrimonio, dell’agricoltura e delle attività economiche 90 atti; nell’ambito delle attività comunali, della costruzione di impianti e di pianificazione ambientale 92 atti, ecc.

Con lo scopo di garantire la prosperità ai nostri concittadini, questo consiglio ha appoggiato la Dichiarazione sullo sviluppo regionale e la specificità dell’Istria (rendendo pubbliche le aspirazioni per il decentramento, ma anche la prontezza a dare il nostro contributo allo sviluppo complessivo della Croazia). È stata approvata la Strategia di sviluppo della città per il periodo dal 2015 al 2020, ci si è adoperati per la sopravvivenza in città del conservificio “Mirna” (che oggi, spero e credo, opera normalmente a Rovigno), è stata sostenuta l’inclusione di Rovigno in una serie di associazioni come il Gruppo d’azione locale “Istria meridionale”, il Gruppo d’azione locale nella pesca “Batana istriana”, l’Associazione delle città gemellate dell’Unione europea “The Douzelage”; il Gruppo europeo per la collaborazione territoriale “Nord Adriatico”, che in un futuro, spero, daranno i suoi frutti.

Particolare attenzione e sforzi in questo quadriennio sono stati profusi nell’esaminare e definire i piani ambientali e le priorità nella realizzazione di una serie di progetti importanti per la città. Con un approccio responsabile e il sostegno a questi indirizzi, abbiamo dato un contributo concreto alla crescita dello standard dei nostri cittadini nella sfera dei servizi comunali e sociali. Tutto ciò, in ultima analisi, ha contributo alla proclamazione di Rovigno nel 2014 a città più desiderabile nella quale vivere e lavorare in Croazia. Ha contribuito, inoltre, alla crescita degli investimenti del settore reale: il riadattamento dell’albergo Adriatic, la costruzione dell’albergo Valdaliso, i preparativi per la costruzione dell’hotel Park e del marina dell’ACI, la sistemazione e i miglioramenti qualitativi delle strutture ricettive e della spiaggia nei campeggi di Valalta, Polari, Vestre. Il risultato complessivo dei citati sforzi ha avuto come risultato il fatto che Rovigno ha conseguito l’epiteto di destinazione turistica più desiderabile in Croazia. Da anni Rovigno realizza risultati eccezionali (per la Croazia a livello di record) nel numero di visitatori e di giornate presenza turistiche. Naturalmente, queste tendenze hanno creato anche nuove possibilità d’impiego per i nostri concittadini e di incrementare i loro guadagni.

Tutti i dati riguardanti il turismo dimostrano che oggi Rovigno è riconosciuto come destinazione di particolare valore. Rovigno quindi, è il vertice del turismo croato, ma per conseguire questi risultati è stato necessario creare prima i presupposti. Noi ci abbiamo lavorato e li abbiamo creati ed è un dato di fatto che tutti i segmenti che stanno alla base dello sviluppo e del successo del turismo hanno funzionato alla perfezione in città. Sono stati impeccabili anche nei momenti di massimo affollamento.

Nei momenti di punta nel 2016 erano presenti giornalmente in città oltre 40 mila ospiti registrati, ai quali va aggiunta la popolazione domiciliare… e i servizi municipali hanno fatto validamente fronte alle loro necessità e richieste. Tutto ciò è stato possibile, naturalmente, grazie alla sinergia tra iniziativa privata e istituzioni cittadine. I risultati ottenuti sono la prova di quanto sto sostenendo.

Non dimentichiamoci però che alcuni singoli definiscono questi sforzi già profusi e che si continuano a profondere nel creare le condizioni di sviluppo e nell’ottenimento dei risultati turistici “adulazione del grande capitale”. Bisogna però considerare e tenere a mente anche questi dati: nel 2016 il 26% delle capacità ricettive nel territorio della città di Rovigno era gestito da “affittacamere privati”. Dunque, 3616 unità ricettive con 9336 posti letto sono amministrate dai nostri concittadini e dalle loro famiglie. Questo dato conferma lo spirito imprenditoriale dei nostri concittadini, il loro potenziale finanziario, ma è anche la prova che abbiamo creato i presupposti per questo tipo di attività. Ciò significa che abbiamo creato le condizioni e offerto l’occasione ai nostri concittadini e alle loro famiglie di incrementare i propri guadagni.

Questo Consiglio, approvando ogni anno in tempo utile la proposta di bilancio, è stato il garante della regolare attività di 85 associazioni e società nello scorso quadriennio. Il bilancio cittadino è stato ogni anno bilanciato, reale, sostenibile, solvente, senza aumenti di prezzo dei servizi per i cittadini. Non va dimenticato, inoltre, che nello stesso tempo sono stati creati i presupposti per un forte ciclo d’investimenti sia del settore pubblico sia di quello privato, mentre attualmente in città si stanno realizzando o sono in preparazione progetti per il 2017 e per il prossimo futuro del valore di un miliardo di kune.

Tutto quanto rilevato non è una rubrica di giornale o espressione di banalità sul tipo “ho sentito per strada, ho letto da qualche parte, si dice che…”. Quanto sostengo, sono fatti provati dai dati dell’Istituto nazionale di statistica e dalle varie relazioni di eminenti istituti che si occupano di analisi di vario tipo. Naturalmente, tutto quanto detto e descritto è parte di quello che da soli ogni giorno siamo in grado di vedere e sentire.

Essere consigliere cittadino sottintende la cura per il bene pubblico, la sensibilità per il necessario e il possibile. Essere consigliere sottintende un rapporto responsabile, coretto, onorevole e soprattutto onesto verso questi impegni. Essere consigliere vuol dire che non si deve tradire la fiducia ottenuta dagli elettori. Penso che noi, consiglieri di questo consiglio, abbiamo soddisfatto la maggioranza di queste esigenze.

In questa sede però prendo le distanze dalle eccezioni tra le nostre fila, che si rispecchiano nella figura e nell’opera di Bruno Poropat. I resoconti pubblici del Revisore di stato indicano che lui, di nuovo e ripetutamente, ha abusato della fiducia dei nostri concittadini.
Egli per fini privati (lo sostiene la Revisione di stato) spende i mezzi del bilancio cittadino in contrasto con le leggi;… egli come Bruno Poropat regala fondi ad alcuni gruppi politici… Ricordo, si tratta di 2 milioni di kune strappati al bilancio cittadino. Sono stati prelevati in base ad azioni giudiziarie passate in giudicato, riguardo alle quali, in verità, la Corte suprema non si è ancora pronunciata. Dopo l’esecuzione forzata a carico del bilancio, questi 2 milioni di kune sono stati depositati sul conto di Bruno Poropat che da allora “si prende cura e gestisce” questo importo. Ricordo che in base alla relazione del Revisore di stato lo fa soprattutto a proprio vantaggio personale e su sua discrezione.

I tentativi di ridurre i danni per ora non hanno sortito effetto. Chiedendoci se in Croazia funzionino davvero le istituzioni dello stato, ci rimane la speranza che gli organi competenti si pronunceranno prima o dopo in merito al caso di Bruno Poropat, e non soltanto il Revisore di stato. Ritengo che lo debba fare l’Avvocatura di stato e che anche la Corte suprema, prima o dopo, emanerà il suo verdetto. Io credo ancor sempre che Bruno Poropat dovrà restituire questi 2 milioni di kune, maggiorati degli interessi di mora, nel bilancio della Città.

Il programma di lavoro e le direttrici di attività riportate nella proposta che vi è stata recapitata assieme all’invito per questa riunione, vanno intesi soprattutto come un documento e un promemoria sugli impegni della nuova convocazione del Consiglio cittadino, mentre il Programma di lavoro per il 2017 sarà, in effetti, l’espressione dei loro indirizzi, cosicché le modifiche e le integrazioni saranno il risultato della loro visione.

Personalmente ritengo necessario rimarcare alcuni problemi importanti d’interesse per la città e i cittadini che non sono stati ancora risolti e mi dispiace che, nonostante l’impegno profuso, non siamo riusciti a farlo durante il nostro mandato. Innanzitutto per la Città e d’importanza fondamentale la definizione dello status dei terreni turistici, poi come secondo la restituzione in proprietà della città (proprietà dei cittadini) di quei terreni persi /strappati in base all’iscrizione della proprietà, a prescindere dalle cause giudiziarie sollevate dalla Città e infine, come terzo, la soluzione della richiesta dell’Avvocatura di stato regionale che, basandosi sulle disposizioni della Legge sul demanio forestale, ha richiesto alla Città di Rovigno di riconoscere la proprietà della Repubblica di Croazia su 178 ettari di bosco (cioè su quasi tutti i parchi forestali nelle zone lungo la costa di Rovigno). In merito, noi abbiamo regolarmente e per tempo respinto la richiesta, ma la questione rimane aperta e non se ne possono prevedere gli sviluppi.

Spettabili colleghe e colleghi consiglieri,
Questo Consiglio, anche durante il presente mandato, in collaborazione con l’amministrazione comunale capeggiata dal sindaco, ha svolto un lavoro per il quale sono convinto che sia stato a favore e nell’interesse dei nostri concittadini. Ritengo che i cittadini abbiano riconosciuto in noi coloro i quali hanno consentito a loro e ai loro figli una vita più qualitativa, ordinata e sicura. Pertanto, v’invito ad approvare la Relazione sull’operato di questo Consiglio cittadino per il 2016, come pure il Programma di lavoro del Consiglio cittadino per il 2017, con la già menzionata osservazione che esso possa servire ai futuri consiglieri da base per il loro agire, mentre è loro diritto di decidere in merito ai contenuti e ai programmi della loro futura attività, tramite modifiche e integrazioni al presente documento o semplicemente approvandone uno nuovo.

E per concludere, vorrei ringraziare in particolare per l’ottima e valida collaborazione l’Ufficio del Consiglio cittadino e del Sindaco, con a capo la signora  Maria Črnac Rocco, come pure la signora Darinka Iskra che ha svolto questo compito durante il nostro mandato fino al momento del suo pensionamento.