Accessibility icon
17.03.2021

La città di Rovinj-Rovigno ha donato un analizzatore CRP all’Ambulatorio pediatrico

I bambini di Rovigno non saranno più costretti a recarsi nel laboratorio sanitario e attendere i risultati per scoprire se soffrono di un’infezione batterica o virale. Infatti, per le esigenze dell’Ambulatorio la Città di Rovinj-Rovigno ha procurato un analizzatore CRP grazie al quale verrà accelerata la diagnostica e si eliminerà la necessità di inviare i pazienti in laboratorio per effettuare test specifici.

La cerimonia di consegna del dispositivo si è tenuta negli ambienti dell’Ambulatorio pediatrico, e vi hanno partecipato il sindaco Marko Paliaga, il vicesindaco Marino Budicin, il responsabile della Sezione per lo sport, l’assistenza sociale, i vigili del fuoco e la società civile           Dragan Poropat, la direttrice della Casa della salute di Rovinj-Rovigno Corinna Pellizzer e la pediatra specializzata dr. Renata Jurman.

Il dispositivo e tutti i relativi test, del costo di 18.242 kune IVA inclusa, serve a misurare i valori della proteina C-reattiva (CRP), che sono rilevanti per distinguere un’infezione batterica da una virale e quindi ad evitare di somministrare una cura antibiotica a cui spesso si ricorre a causa dell’incertezza nella diagnosi e della durata delle analisi dei campioni prelevati, contribuendo così all’avvio tempestivo di una terapia adeguata.

L’analizzatore CRP faciliterà il lavoro per il medico e risparmierà ai piccoli pazienti la visita in laboratorio per ogni singola analisi, per poi attendere i risultati fino al giorno successivo. I risultati dei campioni prelevati per il test dell’analizzatore CRP, infatti, saranno disponibili subito, ovvero mentre il paziente è ancora presente nell’Ambulatorio.

Con l’acquisto del dispositivo si è contribuito all’elevazione dello standard del servizio sanitario prestato dall’Ambulatorio pediatrico, consentendo ai piccoli pazienti a ai loro genitori di ottenere una diagnosi il più semplicemente e rapidamente possibile, senza esser costretti a recarsi in altre istituzioni sanitarie in caso di febbre alta.

Foto