Accessibility icon
23.06.2025

A seguito del restauro l’antico organo di Barbini è ritornato nella chiesa di Sant’Eufemia

Dopo oltre tre decenni, nella chiesa di Santa Eufemia a Rovigno è tornato a risuonare l’organo barocco del maestro veneziano Antonio Barbini.

Domenica sera si è tenuta la cerimonia di benedizione e collaudo dello strumento restaurato, considerato uno dei più importanti organi barocchi dell’Istria. Il rito della benedizione è stato presieduto da mons. Ivan Milovan, vescovo emerito di Parenzo e Pola, e la parte musicale della cerimonia è stata arricchita dal coro di Sant’Eufemia, mentre il concerto è stato tenuto dal celebre organista croato Pavao Mašić. Nel suo programma ha presentato tutti i registri dello strumento restaurato, chiudendo con la famosa Toccata e Fuga in re minore di Johann Sebastian Bach.

 

Alla cerimonia, oltre a numerosi fedeli e invitati, erano presenti il sindaco Emil Nimčević, la presidente del Consiglio municipale Tea Batel, l’assessore regionale alla cultura Vladimir Torbica, la ministra della cultura e dei media Nina Obuljen Koržinek, la soprintendente ai beni culturali Višnja Bralić e Francesco Zanin, il quale ha guidato il restauro dell’organo rovignese.

 

«L’organo è come un essere spirituale – ogni sua canna ha un carattere, una voce. Il nostro compito non era riportare solo il suono, ma anche l’anima. Abbiamo preservato oltre l’80 % del materiale originale. Il suono che ora ascoltiamo è lo stesso di quasi tre secoli fa», ha dichiarato il maestro Francesco Zanin.

 

A nome della diocesi di Parenzo e Pola è intervenuto il presbitero Rikardo Lekaj, il quale ha ringraziato tutti i partecipanti al restauro ed evidenziato l’importanza del ritorno di una dimensione liturgica e culturale a questo storico strumento.

 

A nome della parrocchia di Sant’Eufemia, mons. Vilim Grbac, il parroco, ha ringraziato con emozione tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questo momento. «Dopo anni di silenzio, l’organo della nostra chiesa è tornato a suonare! Ringraziamo tutti coloro che con il loro lavoro, le preghiere e le donazioni hanno reso possibile questo momento storico. Che il suono di questo organo sia gloria a Dio e gioia per tutta la comunità.»

 

La ministra Obuljen Koržinek ha sottolineato l’importanza di questo progetto per la conservazione del patrimonio culturale nazionale. «Con il collaudo dell’organo restaurato del maestro veneziano Antonio Barbini nella chiesa di Sant’Eufemia, testimoniamo il grande valore artistico del fondo organistico croato, che continuiamo a proteggere, conservare e restaurare. Il suono che abbiamo potuto ascoltare ieri sera, dopo oltre 30 anni, supera la mera funzione liturgica – è un vero evento culturale», ha affermato la ministra.

 

Il restauro di questo pregevole organo a 24 registri, considerato unico dal punto di vista sonoro in Istria, è iniziato nel 2016.

 

Il progetto di restauro è stato finanziato dal Ministero della cultura e dei media della Repubblica di Croazia con oltre 200.000 euro, e i lavori sono stati eseguiti dalla rinomata bottega italiana “Francesco Zanin di Gustavo Zanin” di Udine, specializzata nella conservazione e il restauro di organi storici.

 

Obuljen Koržinek ha ringraziato tutti gli esperti coinvolti nel restauro ed espresso la speranza che l’organo di Rovigno possa tornare a vivere anche sulla scena concertistica, accanto al suo ruolo liturgico primario.

 

Il sindaco di Rovinj-Rovigno Emil Nimčević ha espresso orgoglio e gratitudine. «Siamo orgogliosi che l’organo della chiesa di Sant’Eufemia, dopo oltre tre decenni di silenzio, abbia ripreso a suonare e abbia rilanciato il nostro patrimonio culturale e spirituale. Questo progetto conferma quanto unione, perseveranza e fede siano fondamentali per preservare i valori che ci definiscono come città e comunità. Sono convinto che l’organo restaurato, oltre alla sua funzione liturgica, diventerà un importante elemento della vita musicale di Rovigno», ha dichiarato il sindaco.

 

Neanche la parrocchia di Rovigno ha nascosto il proprio orgoglio. «Dopo lunghi anni di silenzio, l’organo della nostra chiesa è tornato a suonare! Oggi abbiamo celebrato con grande gioia il collaudo e la benedizione dell’organo restaurato, che ora risplende in tutto il loro splendore. Ringraziamo il maestro Pavao Mašić, organista d’eccellenza, che con il suo concerto ha onorato questo momento storico per la nostra parrocchia. Grazie a tutti coloro che con il proprio lavoro, le donazioni e le preghiere hanno contribuito a questo importante evento. Che il nuovo suono dell’organo sia gloria a Dio e gioia per tutta la comunità», hanno voluto affermare dalla parrocchia.

 

Va ricordato che il principale ostacolo al restauro dell’organo rovignese è stato una disputa giuridico-tecnica iniziata alla fine degli anni Ottanta, culminata all’inizio degli anni Novanta.

 

Dopo che fu deciso di rimuovere l’organo gravemente danneggiato dalla chiesa di Santa Eufemia per il restauro, lo strumento fu inviato a Lubiana e in parte a Belgrado, nelle officine allora centrali della Jugoslavia specializzate nel restauro di organi.

 

Tuttavia, con il dissolvimento della Jugoslavia e il cambiamento del contesto politico, la comunicazione si interruppe e il progetto si fermò. I pezzi dello strumento rimasero separati, senza chiara documentazione o controllo, e la parrocchia di Rovigno perse il controllo del proprio patrimonio.

 

Seguirono anni di incertezza, durante i quali l’organo fisicamente esisteva, ma non era disponibile né funzionante. La procedura legale per il suo ritorno fu complessa e lunga, coinvolgendo più stati e istituzioni, nonché questioni di proprietà, responsabilità e ubicazione dei vari pezzi.

 

Solo dopo anni di sforzi, con l’aiuto delle istituzioni croate, la parrocchia di Rovigno riuscì a far rientrare lo strumento.

 

Quell’evento segnò la svolta che permise di avviare, nel 2016, il restauro vero e proprio sotto l’egida del Ministero della cultura e dei media della Croazia. Così l’organo, dopo oltre 30 anni di attesa, ha recuperato non solo il suo posto nella chiesa, ma anche il suo pieno suono e dignità.

 

«Desidero che l’organo di Rovigno, appena restaurato, prosegua la sua vita al servizio delle celebrazioni liturgiche e dei concerti, offrendo piacere musicale ai suoi ascoltatori», ha concluso la ministra Obuljen Koržinek.

 

Il restauro dello storico organo di Rovigno nella chiesa di Santa Eufemia non rappresenta solo un intervento tecnico e musicale, ma un gesto simbolico di restituzione del patrimonio perduto a una comunità che aspettava da decenni. Grazie alla collaborazione tra istituzioni, esperti e comunità locale, è tornato uno strumento di inestimabile valore artistico e spirituale.

 

L’organo tornato a risuonare testimonia la forza della memoria culturale, della perseveranza e dell’unità – e apre un nuovo capitolo nella vita musicale e sacrale di Rovigno.

 

Fonte: IstraIn