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15.09.2026

La Giornata della Città di Rovinj-Rovigno celebrata con la Seduta solenne

Oggi presso il Centro multimediale si è tenuta la Seduta solenne del Consiglio municipale della Città di Rovinj-Rovigno in occasione della Giornata della Città e della festività della sua patrona Sant’Eufemia.

Il programma solenne è stato aperto da Patricija Žudetić con l’esecuzione dell’inno croato e della canzone solenne della Regione Istriana, mentre per l’occasione gli spazi del Centro multimediale erano impreziositi dalle opere di Bogumil Car, artista per il quale Rovigno, negli ultimi decenni della sua vita, divenne uno dei motivi e dei luoghi più importanti della sua produzione artistica.

Batel: “Non esiste una Rovigno ‘nostra’ e una ‘loro’. Esiste soltanto Rovigno”

Nel suo intervento, la presidente del Consiglio municipale Tea Batel ha sottolineato la responsabilità degli eletti nei confronti della città, indipendentemente dall’appartenenza politica, dalla funzione o dalle opinioni personali. Ha evidenziato come sulle questioni fondamentali per lo sviluppo di Rovigno non sia necessario essere sempre d’accordo, ma sia indispensabile saper individuare un interesse comune. Come esempio ha citato il Bilancio della Città di Rovinj-Rovigno per il 2026, approvato all’unanimità. “Questo deve essere il nostro standard. Non un’eccezione”, ha sottolineato.

Parlando del futuro della città, ha indicato in particolare l’abitare accessibile, la qualità della vita della popolazione locale, la tutela del territorio e il turismo sostenibile come temi che devono andare oltre le divisioni di partito. “Non sono temi di sinistra o di destra. Sono temi di Rovigno”, ha affermato.

Batel ha inoltre sottolineato che la diversità politica all’interno del Consiglio municipale non deve diventare motivo di divisione tra le persone. “Non dobbiamo dividerci tra ‘nostri’ e ‘loro’. Non esiste una Rovigno ‘nostra’ e una ‘loro’. Esiste soltanto Rovigno”, ha ribadito.

Ha invitato ad abbassare la tensione politica dove non è necessaria e ad alzare il livello del confronto dove invece serve, ricordando che i cittadini non si aspettano che i loro rappresentanti siano sempre d’accordo, ma che lavorino, ascoltino e prendano decisioni con responsabilità. “Possiamo essere diversi e lavorare insieme nell’interesse della città”, ha concluso Batel.

Nimčević: “Tutto questo non lo facciamo per i progetti in sé. Lo facciamo per le persone”

Dopo l’intervento della presidente del Consiglio municipale Tea Batel e la presentazione dei principali progetti realizzati e avviati nel corso dell’ultimo anno, ha preso la parola il sindaco Emil Nimčević.

Nel suo discorso ha sottolineato che la Giornata della Città è un’occasione per chiederci quale comunità vogliamo lasciare alle generazioni future. Ha evidenziato come una città non sia fatta soltanto di piazze, strade ed edifici, ma soprattutto di persone, dei loro valori, della fiducia reciproca e della volontà di costruire insieme il futuro.

Parlando del ruolo di sindaco, Nimčević ha richiamato anche la propria esperienza di professore, preside e uomo di sport, sottolineando come proprio il lavoro con i giovani, l’istruzione e lo sport gli abbiano insegnato l’importanza dell’ascolto, del dialogo, della disciplina, del rispetto e della fiducia. “Non con la forza della funzione. Ma con la forza della fiducia”, ha affermato.

Ha ribadito che i progetti presentati nel corso della seduta non sono un fine in sé, ma uno strumento per creare condizioni migliori per i bambini, i giovani, le famiglie e gli anziani. “I numeri raccontano ciò che abbiamo realizzato. I valori spiegano perché lo facciamo”, ha sottolineato, aggiungendo che ogni progetto e ogni decisione della Città hanno senso soltanto se migliorano la vita delle persone.

Un posto particolare nel suo intervento è stato dedicato all’istruzione e ai giovani. Ha sottolineato che non basta dire ai giovani che sono il futuro, ma che bisogna coinvolgerli, ascoltare le loro idee e offrire loro l’opportunità di partecipare alla vita della comunità.

La stessa importanza, ha evidenziato, va riconosciuta anche alle generazioni più anziane, che con il proprio lavoro hanno contribuito a costruire la Rovigno che conosciamo oggi. “Dobbiamo loro più della nostra gratitudine. Dobbiamo loro rispetto e una vita dignitosa”, ha affermato.

“Vogliamo una città che cresce, ma rimane sé stessa”

Parlando dello sviluppo della città, il sindaco ha sottolineato in particolare la responsabilità nei confronti del territorio e del patrimonio naturale di Rovigno. “Vogliamo una città che cresce, ma rimane sé stessa. Una città che progredisce, ma non dimentica chi è”, ha dichiarato Nimčević.

Una parte significativa del discorso è stata dedicata anche all’identità di Rovigno, alla convivenza e alle diversità che nel corso della storia hanno plasmato la città. Ha rivolto un ringraziamento particolare alla Comunità Nazionale Italiana autoctona, sottolineando che la sua cultura, la sua lingua e la sua storia non sono un’aggiunta all’identità di Rovigno, ma ne costituiscono parte integrante.

“Questa è la vera anima di Rovigno. Una città che non ha paura delle differenze, perché sa trasformarle in ricchezza. Una città dove la lingua croata e quella italiana raccontano insieme la stessa storia”, ha affermato in lingua italiana.

Nimčević ha richiamato anche i valori della pace, della libertà e dell’antifascismo, sottolineando che non devono mai essere dati per scontati. Ha definito l’antifascismo una scelta di civiltà e la convinzione che nessuna persona valga meno a causa del proprio nome, della propria lingua, nazionalità o convinzione. “Non è un valore del passato. È un impegno per il futuro”, ha dichiarato.

Al termine del suo intervento ha rivolto le congratulazioni ai premiati di quest’anno e ringraziato tutti i cittadini che, con il proprio lavoro, spesso lontano dai riflettori, contribuiscono quotidianamente alla vita della città.

“Rovigno non è una città che abbiamo ricevuto. Rovigno è una responsabilità e una fiducia che abbiamo ereditato. Sta a noi consegnarla migliore di come l’abbiamo ricevuta”, ha concluso il sindaco.

Miletić: “Rovigno è una città bella, ordinata e fatta di brave persone”

Dopo il sindaco è intervenuto il presidente della Regione Istriana Boris Miletić, il quale ha esordito sottolineando di essere rimasto particolarmente colpito dagli interventi della presidente del Consiglio municipale e del sindaco, complimentandosi con entrambi per le emozioni e il legame dimostrato nei confronti della propria città e del proprio territorio.

Parlando delle sfide della politica locale e regionale, ha sottolineato l’importanza dell’armonia, della comprensione e del dialogo, nonché della responsabilità comune di lasciare alle generazioni future un luogo migliore e più bello in cui vivere e lavorare. Si è congratulato con la Città per i numerosi progetti, grandi e piccoli, realizzati nel corso dell’ultimo anno, evidenziando come la Regione Istriana sia da molti anni un partner sincero e aperto della Città di Rovinj-Rovigno.

“Per me Rovigno è sempre una città bella, ordinata e fatta di brave persone. Se continuerete su questa strada, indipendentemente da tutte le sfide, credo che continuerà a essere una città in cui le persone amano venire, ma soprattutto una città in cui desiderano vivere e rimanere”, ha affermato il presidente della Regione.

Ha concluso il proprio intervento con una metafora legata alla guida della città, paragonandola alla conduzione di una nave attraverso il mare calmo e quello in tempesta, sottolineando l’importanza di mantenere saldamente la rotta nonostante le difficoltà e le circostanze.

Conferite le Medaglie e la Targa della Città di Rovinj-Rovigno

Nel prosieguo della seduta solenne sono stati conferiti i riconoscimenti della Città di Rovinj-Rovigno per l’anno in corso.

La Medaglia della Città è stata assegnata al dott. Mladen Boljkovac per i risultati conseguiti e i particolari successi nel settore sanitario, a Enrico Cernecca per il contributo all’economia, alla dott.ssa Orjana Čačić Momčilović per il lavoro nel settore sanitario, a Denis Fatorić per i risultati e i successi nel settore dell’attività fisica, a Katerina Latinović per il contributo all’economia, a Milan Medak per il lavoro nel settore dell’educazione e dell’istruzione e a Tatjana Pokrajac Papucci per il contributo alla cultura.

La Targa della Città di Rovinj-Rovigno è stata conferita al Salone di parrucchiere “Claudia”, della titolare Claudia Savić Seifert, per i risultati conseguiti e i particolari successi nel settore dell’economia.

La parte musicale del programma è stata arricchita dal giovane musicista rovignese Alessio Giuricin, che ha eseguito i brani “Viècia Ruveîgno” e “Cara, dolce terra, madre mia / Mila, krasna zemljo, majko moja”, mentre la parte conclusiva della cerimonia è stata affidata al quartetto Open Strings, che ha eseguito brani di Händel, Morricone e Coldplay.

Alla cerimonia hanno partecipato i deputati al Sabor Anteo Milos e Marin Corva, le deputate Sanja Radolović e Maria Blažina, il presidente della Regione Istriana Boris Miletić, il presidente dell’Assemblea della Regione Istriana Valter Flego, la Console della Repubblica Italiana a Fiume Iva Palmieri, il Console onorario della Repubblica Italiana a Pola Tiziano Sošić, il Console onorario di Finlandia Marinko Rade e il parroco della Parrocchia di Sant’Eufemia, don Mladen Matika. Tra gli ospiti era presente anche la delegata del sindaco della città gemellata di Camaiore, Claudia Larini, insieme a numerosi sindaci delle città e dei comuni istriani.

Alla Seduta solenne hanno inoltre partecipato gli ex sindaci e gli ex presidenti del Consiglio municipale, gli ex vicesindaci, i rappresentanti della Comunità degli Italiani e dei consigli delle minoranze nazionali, i rappresentanti degli antifascisti e dei difensori croati della Guerra patriottica, nonché presidi, direttori, dirigenti e rappresentanti della vita pubblica, sociale, politica ed economica della città, i premiati di quest’anno e i membri delle loro famiglie.