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18.02.2026

Rovinj-Rovigno ospita l’incontro operativo dei vicesindaci in quota CNI

Si è svolto ieri, presso il Palazzo municipale di Rovinj-Rovigno, un importante incontro operativo di coordinamento con i vicesindaci rappresentanti la Comunità Nazionale Italiana delle Città e dei Comuni dell’Istria. La riunione è stata convocata su iniziativa dei vicesindaci italiani e promossa dalla Regione istriana, con l’obiettivo di analizzare le disposizioni statutarie e regolamentari che disciplinano l’attuazione del bilinguismo, individuare le differenze tra i vari atti locali e avviare un percorso di maggiore uniformità nell’applicazione del bilinguismo visivo e parlato.

All’incontro rovignese hanno partecipato, oltre alla vicepresidente della Regione istriana Jessica Acquavita, anche il presidente dell’Unione Italiana Maurizio Tremul, il presidente della Giunta esecutiva dell’UI Marin Corva e il presidente dell’Assemblea UI Paolo Demarin, il presidente del Consiglio della minoranza nazionale italiana autoctona della Regione istriana Ennio Forlani, la vicesindaca di Rovinj-Rovigno Gianfranca Šuran, nonché i vicesindaci CNI Floriana Bassanese Radin (Umag-Umago), Manuela Geissa (Vodnjan-Dignano), Andrea Zancola (Novigrad-Cittanova), Fabrizio Fioretti (Bale-Valle), Neda Šainčić Pilato (Vižinada-Visinada), Vito Paoletić (Pula-Pola), Barbara Vežnaver Antonac (Oprtalj-Portole), Michela Altin (Buje-Buie).

Proprio il ruolo di Rovinj-Rovigno, considerata da sempre una delle realtà più virtuose nell’attuazione concreta del bilinguismo, è stato al centro dell’intervento della vicesindaca Gianfranca Šuran, la quale ha sottolineato l’importanza simbolica e operativa della sede dell’incontro.

«È stato per me un grande piacere e un vero onore, in qualità di Vicesindaco in quota CNI della Città di Rovinj-Rovigno, ospitare presso la Municipalità rovignese la riunione operativa di coordinamento dei vicesindaci in quota CNI, convocata dalla Vicepresidente della Regione Istriana Jessica Acquavita. Rovigno è considerata, per antonomasia, una delle realtà più virtuose nel rispetto e nell’attuazione concreta del bilinguismo. Proprio per questo motivo ho ritenuto particolarmente significativo che questo importante momento di confronto si svolgesse nella nostra Città».

Nel corso della riunione, Šuran ha presentato un’analisi degli articoli salienti degli atti cittadini che disciplinano e garantiscono la pariteticità linguistica e la promozione della CNI, dallo Statuto della Città di Rovinj-Rovigno, al Regolamento sull’ordine comunale, al Piano di usufrutto delle aree pubbliche, illustrando come tali strumenti normativi rendano il bilinguismo accompagnato da meccanismi di controllo e responsabilità.

Un punto chiave dell’incontro è stato anche l’avvio di un lavoro comune su strumenti applicativi più omogenei. La vicesindaca di Rovinj-Rovigno Gianfranca Šuran ha infatti presentato una prima bozza strutturata di Decreto sull’attuazione pubblica del bilinguismo nei territori a statuto bilingue, ispirata alla proposta elaborata nel precedente mandato in seno al Consiglio della minoranza nazionale italiana autoctona della Regione Istriana e all’esperienza dei comuni bilingui della Slovenia e implementata con gli articoli salienti già presenti negli atti della città.

«La bozza è stata proposta come modello da valutare per l’adozione in tutte le città e comuni a statuto bilingue, con l’obiettivo di rendere l’attuazione del bilinguismo più uniforme, coerente ed effettiva su tutto il territorio istriano», ha rilevato Šuran.

L’Unione Italiana ora penserà ad individuare uno studio legale che valuti la proposta sotto il profilo della fattibilità e della legittimità, verificandone la piena compatibilità con l’ordinamento giuridico croato. Una volta acquisito il parere tecnico-giuridico, l’intenzione condivisa è quella di presentare formalmente la proposta nei rispettivi Consigli municipali.

A conclusione dell’incontro, è stata ribadita la volontà comune di lavorare in rete e condividere buone pratiche per superare le differenze normative e rafforzare strumenti comuni affinché il bilinguismo rimanga un tessuto vivo e presente nelle comunità istriane.