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14.05.2021

Il sagrato della chiesa di San Giorgio e Sant’Eufemia torna all’antico splendore

A Rovigno attualmente soggiornano circa tremila turisti che hanno l’opportunità di godere delle bellezze del monumento più importante della città, ovvero il duomo di Sant’Eufemia, nel pieno splendore del lastricato appena ristrutturato.

La prima fase dei lavori comprendeva la ristrutturazione della parte occidentale del sagrato, mentre l’anno scorso è iniziato il lavoro di restauro della parte meridionale estremamente ricca di ritrovamenti archeologici, il che ha influenzato notevolmente sulle tempistiche e la complessità delle operazioni di ricostruzione. Oggi, a lavori conclusi, sono ben visibili i risultati del restauro e dell’avvaloramento degli inestimabili reperti di importanza storica, che hanno reso possibile un approccio multidisciplinare, nonché la collaborazione della Sovrintendenza alle antichità di Pola, del Ministero della cultura e dei media della RC, del segretario di Stato del Ministero della cultura e dei media, dell’Istituto nazionale per il restauro, delle ditte e dei progettisti, con la Città di Rovigno e con la parrocchia di San Giorgio e Sant’Eufemia.

Grazie al restauro del sagrato meridionale di fronte alla chiesa parrocchiale, è stato possibile accertare l’esistenza di strutture archeologiche e di elementi architettonici, i quali sono stati adeguatamente salvaguardati, avvalorati e di conseguenza esposti. Le preesistenti pietre del lastricato sono state riutilizzate per accentuare gli elementi circostanti di notevole rilevanza storica, come la chiesa di San Michele Arcangelo, le tombe lungo la parte meridionale della chiesa parrocchiale, la tomba di Giovanni Battista Basilisco risalente al XVI secolo, nonché la ricostruzione del primo gradino dell’entrata principale della chiesa. Per il resto del sagrato è stato utilizzato il nuovo tipo di pietra “kirmenjak”, che per trattamento e dimensioni corrisponde perfettamente al lastricato originale.

I lavori restaurativo-conservativi hanno incluso la ristrutturazione delle pietre tombali già presenti e la ricostruzione dello stendardo storico, mentre sono state presentate le pietre tombali rinvenute recentemente.

Con quest’intervento è stato possibile rimuovere le barriere architettoniche ed uniformare l’area circostante la chiesa parrocchiale, consentendo in questo modo a tutti i visitatori, inclusi quelli con mobilità ridotta, di usufruire del nuovo lastricato. In tal modo la superficie antistante la chiesa sarà compresa in un’unica unità spaziale e funzionale.

Grazie ai lavori sul lato meridionale sono state accertate le prime fasi della costruzione del sagrato, risalente all’inizio dell’edificazione della chiesa, ovvero all’8 maggio 1725, conclusesi poi nel dicembre del 1736. I metodi di sepoltura utilizzati a quei tempi condizionarono notevolmente il profilo architettonico delle strutture tombali e di conseguenza anche tutto l’aspetto dell’area circostante la chiesa, situata nello stesso punto in cui si trovava l’allora chiesetta di San Giorgio. Il duomo, come lo conosciamo oggi, ha iniziato a prendere forma nel X secolo quando iniziarono i lavori di costruzione della nuova chiesa a tre navate con absidi sporgenti, riadattata a cavallo tra il XII e il XIII secolo. Conformemente ai desideri e alle necessità degli abitanti della città, la cui popolazione cresceva esponenzialmente, nel XVIII secolo la chiesa è andata incontro a un ulteriore adattamento che ha richiesto la demolizione delle chiesette vicine, dedicate rispettivamente a San Rocco, Sant’Orsola e San Michele Arcangelo.

I resti sotterranei della chiesa di San Michele Arcangelo sono tutt’oggi rimasti intatti in quanto ai tempi la Confraternita ad esso associata si era opposta alla demolizione del monumento sacro, che fu utilizzato come tomba ed ossario per i defunti della confraternita.

Al fine di presentare al pubblico questo raro esempio di struttura sotterranea, è stata eseguita una riparazione statica delle volte della chiesa di San Michele Arcangelo, inoltre durante l’operazione di restauro del sagrato sono stati creati i presupposti per la realizzazione di un’anticamera d’accesso alle strutture interne.

Inoltre le strutture sotterranee del XVII e XVIII secolo sono state sanate, mentre la lapide tombale rinvenuta recentemente e raffigurante lo stemma con tanto di iscrizione della famiglia di Giovanni Battista Basilisco, risalente al XVI secolo, è stata presa in consegna dal Museo archeologico dell’Istria, presso il quale è in corso la stesura della documentazione inerente gli interventi restaurativo-conservativi da effettuare sulla lapide.