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08.02.2023

È stato celebrato l’anniversario della morte di Pino Budicin

Oggi si è svolta la commemorazione dell’anniversario della morte di Pino Budicin con la deposizione di una corona di fiori sul busto presso il monumento a Valdibora. La celebrazione è stata organizzata dall’Associazione dei combattenti antifascisti e degli antifascisti di Rovigno, alla quale hanno partecipato a nome della Città anche il sindaco Marko Paliaga, il vicesindaco David Modrušan e la capoufficio dell’Ufficio del Consiglio municipale e il sindaco, Maria Črnac Rocco. Nell’ambito della commemorazione è stata inoltre deposta una corona di fiori sulla targa commemorativa che è stata collocata accanto al luogo dell’esecuzione di Pino Budicin, Augusto Ferri (Guerrino Grassi) e Giovanni Sossi in Riva Vladimir Nazor. Alla commemorazione hanno partecipato i rappresentanti della Comunità degli italiani di Rovigno, la quale porta il nome di questo eroe nazionale.

Giuseppe-Pino Budicin è nato il 27 aprile 1911 a Rovigno in una famiglia operaia di nazionalità italiana.

Il giovane Pino si unì molto presto ai giovani comunisti e si dedicò con passione alla lotta contro il fascismo. Già nel 1929, all’età di 19 anni, fu accettato tra gli iscritti al Partito Comunista Italiano, alla carica di segretario del Comitato della gioventù comunista della città di Rovigno.

Nel 1932 Pino partì per il servizio militare a La Spezia, il più importante porto di guerra italiano dell’epoca. Lì formò una delle prime cellule del partito nella Marina Militare Italiana. Purtroppo la sua attività fu scoperta e fu arrestato il 17 novembre 1933. Il Tribunale militare speciale di La Spezia lo condanna a 7 anni di reclusione.

Dopo 4 lunghi e difficili anni di reclusione nel carcere di Castelfranco in Emilia, viene amnistiato e ritorna nella sua città natale, Rovigno, dove pone solide basi per il movimento antifascista della città e dei suoi dintorni. Fu nuovamente arrestato nel 1937, e il Tribunale speciale di Roma lo condannò a 12 anni di reclusione, che scontò nuovamente a Castelfranco. Uscì 5 anni dopo, nell’agosto del 1943, dopo la caduta del fascismo. Sebbene fosse sotto sorveglianza speciale, contattò subito i suoi vecchi compagni. Apprese da loro che nel frattempo in Istria si era sviluppato su larga scala un movimento di liberazione nazionale, a cui si unirono tutte le organizzazioni antifasciste istriane, italiane, croate e slovene. La caduta del fascismo nel settembre 1943 non lo colse dunque impreparato. Appena appresa la notizia, scese in piazza e pronunciò un infuocato discorso ai numerosi cittadini rovignesi, invitando i soldati italiani presenti a deporre le armi e tornare alle proprie case.

Sotto le bandiere croata e italiana, si proponeva di disarmare le truppe italiane; carabinieri, finanza ed esercito italiano. Fu il fondatore della Compagnia italiana di Rovigno, antecedente al Battaglione partigiano italiano che prenderà il suo nome al momento della sua fondazione.

Partecipò al Sabor a Pisino il 26 settembre 1943. Alla consultazione del partito a Brgudac nel dicembre 1943, fu d’accordo con la decisione sulla partecipazione degli italiani istriani al Movimento di liberazione nazionale.

La sua attività lo portò alla carica di primo segretario del Comitato distrettuale del Partito comunista croato di Rovigno, membro del Comitato di liberazione nazionale dell’Istria e del Comitato regionale del Partito comunista croato dell’Istria. Ha partecipato inoltre alla II Seduta del Consiglio antifascista territoriale di liberazione popolare della Croazia a Plaški.

L’8 febbraio 1944 Pino Budicin, il segretario organizzativo del Comitato distrettuale del Partito comunista croato, Augusto Ferri, e il capo del Movimento di liberazione nazionale, Giovanni Sossi, caddero in un’imboscata nazista nei pressi di Rovigno. Catturati e torturati, furono fucilati la sera stessa a Valdibora, nel luogo dove oggi è posta la lapide commemorativa. Le ultime parole di Pino Budicin furono: “Da ogni goccia del mio sangue, cento partigiani sorgeranno”.

Poco tempo dopo venne formato il battaglione italiano, che portava orgogliosamente il nome di “Pino Budicin”. Nel 30° anniversario della formazione del battaglione, con decreto dell’Assemblea nazionale federale della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia, Pino Budicin è stato dichiarato eroe nazionale.