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06.02.2026

Commemorazione in ricordo di Pino Budicin

Nell’anniversario della morte di Pino Budicin, oggi si è svolta una commemorazione in suo ricordo con la deposizione di una corona di fiori presso il busto accanto al monumento a Valdibora. Nonostante la pioggia, alla commemorazione hanno partecipato numerosi cittadini e rappresentanti della vita pubblica della città. La cerimonia è stata organizzata dall’Associazione dei combattenti antifascisti e degli antifascisti del Rovignese e la corona è stata deposta, a nome della Città di Rovinj-Rovigno, dal sindaco Emil Nimčević, insieme al presidente dell’ACAA del Rovignese Branko Oplanić. Il sindaco ha partecipato alla commemorazione assieme ai vicesindaci Gianfranca Šuran e Dino Sošić.

Nell’ambito della ricorrenza è stata deposta una corona anche presso la lapide commemorativa collocata accanto al luogo della fucilazione di Pino Budicin, Augusto Ferri e Ivan Sošić in Riva Vladimir Nazor. Alla commemorazione hanno partecipato anche i consiglieri municipali, i membri dell’Associazione dei combattenti antifascisti e degli antifascisti del Rovignese, i membri della sezione rovignese dell’Associazione dei volontari e dei veterani della Guerra Patriottica della Regione istriana, nonché altri invitati.

A nome dell’organizzatore, l’Associazione dei combattenti antifascisti e degli antifascisti del Rovignese, ai presenti si è rivolto David Modrušan. Ha rivolto un saluto particolare al sindaco Emil Nimčević, alla presidente dell’Unione delle associazioni degli antifascisti della Regione istriana Ada Damjanac e al presidente della sezione rovignese dell’Associazione dei volontari e dei veterani della Guerra Patriottica della Regione istriana Boris Juričić, il quale, insieme al sindaco, ha deposto la corona presso la lapide sul Lungomare Vladimir Nazor.

Giuseppe Pino Budicin nacque il 27 aprile 1911 a Rovigno in una famiglia operaia di nazionalità italiana. Molto presto si unì ai giovani comunisti e si dedicò con ardore alla lotta contro il fascismo. Già nel 1929, a soli 19 anni, fu ammesso tra i membri del Partito Comunista Italiano, ricoprendo l’incarico di segretario del Comitato della gioventù comunista della città di Rovigno. Tre anni dopo partì per svolgere il servizio militare a La Spezia, allora il più importante porto militare italiano. Lì costituì una delle prime cellule di partito nella Marina militare italiana. Purtroppo la sua attività fu scoperta e venne arrestato il 17 novembre 1933. Il Tribunale militare speciale di La Spezia lo condannò a 7 anni di reclusione.

Dopo quattro anni duri e lunghi di carcere nella prigione di Castelfranco in Emilia, fu rilasciato e rientrò nella sua Rovigno, dove pose solide basi al movimento antifascista in città e nei dintorni. Fu nuovamente arrestato nel 1937 e il tribunale speciale di Roma lo condannò a 12 anni di carcere, che scontò nuovamente a Castelfranco. Uscì cinque anni dopo, nell’agosto 1943, in seguito alla caduta del fascismo. Pur essendo sottoposto a speciale sorveglianza, cercò subito i suoi vecchi compagni. Da loro seppe che nel frattempo in Istria si era sviluppato un movimento di liberazione nazionale su basi ampie, al quale avevano aderito tutte le organizzazioni antifasciste istriane, italiane, croate e slovene. La caduta del fascismo nel settembre 1943, quindi, non lo colse impreparato. Appena appresa la notizia, scese in strada e tenne un discorso appassionato davanti a numerosi cittadini di Rovigno, invitando i soldati italiani presenti a deporre le armi e tornare alle proprie case.

Sotto le bandiere croata e italiana avviò il disarmo delle formazioni italiane: carabinieri, finanza ed esercito italiano. Fu fondatore della compagnia italiana di Rovigno, precorritrice del battaglione italiano che, dopo la sua costituzione, ricevette il suo nome.

Partecipò alla Dieta (Sabor) di Pisino (Pazin) il 26 settembre 1943. Alla riunione di partito a Brgudac nel dicembre 1943 concordò con la decisione sulla partecipazione degli Italiani istriani al Movimento di liberazione nazionale (NOP).

La sua attività lo portò alla funzione di primo segretario del Comitato distrettuale del Partito Comunista di Croazia (KPH) per Rovigno, membro del comitato regionale del NOO per l’Istria e del Comitato regionale del KPH per l’Istria. Fu inoltre partecipante alla II Sessione dello ZAVNOH a Plaški.

In questo giorno, nel 1944, Pino Budicin, insieme al segretario organizzativo del Comitato circondariale del Partito Comunista di Croazia Augusto Ferri e al dirigente del Movimento di liberazione nazionale Ivan Sošić, cadde in un’imboscata nazista nei pressi di Rovigno. Catturati e torturati, furono fucilati quella stessa sera a Valdibora, nel luogo dove oggi è collocata una lapide commemorativa. Le ultime parole di Pino Budicin furono: “Da ogni goccia del mio sangue nasceranno 100 partigiani.”

Poco dopo venne costituito il battaglione italiano che portò con orgoglio il nome “Pino Budicin”. Nel 30° anniversario della costituzione del battaglione, con decreto dell’Assemblea federale popolare della SFRJ, Pino Budicin fu proclamato eroe nazionale.