In memoria dell’antifascista rovignese ed eroe popolare Matteo Benussi Cio, oggi è stata deposta una corona di fiori presso il suo monumento nel parco di Valdibora.
La corona è stata deposta dalla presidente del Consiglio municipale della Città di Rovinj-Rovigno, Tea Batel, e dal presidente dell’Associazione dei combattenti antifascisti e degli antifascisti del Rovignese, David Modrušan. Alla commemorazione hanno partecipato anche il vicesindaco della Città di Rovinj-Rovigno, Dino Sošić, i discendenti di Matteo Benussi Cio, i consiglieri municipali, i rappresentanti delle associazioni e numerosi cittadini.
Il presidente dell’Associazione dei combattenti antifascisti e degli antifascisti del Rovignese, David Modrušan, ha ricordato il percorso di vita e il contributo di Matteo Benussi Cio alla lotta antifascista.
Matteo Benussi Cio nacque il 23 ottobre 1906 a Rovigno e, già all’età di quattordici anni, partecipò alle manifestazioni contro il fascismo organizzate dal Partito Socialista Italiano.
Nella primavera del 1943 i fascisti lo deportarono in un campo di concentramento in Italia. Dopo la capitolazione dell’Italia, i campi presenti sul territorio italiano caddero nelle mani delle truppe tedesche, che iniziarono a trasferire i prigionieri nei campi di concentramento in Germania. Anche Benussi avrebbe dovuto essere deportato, ma riuscì a fuggire e a fare ritorno a Rovigno.
Dopo il suo rientro aderì al Movimento popolare di liberazione, fondando e guidando un gruppo di sabotatori. Il gruppo compì la sua prima azione nel novembre del 1943 lungo la linea ferroviaria nei pressi di Pola, quando l’esplosione di una mina distrusse una locomotiva e cinque vagoni. Alcuni giorni dopo, il suo gruppo fece saltare in aria un treno sulla linea Rovigno–Canfanaro e abbatté un ponte sulla strada nei pressi del Canale di Leme.
All’inizio del 1944 il gruppo di artificieri di Matteo Benussi Cio entrò a far parte del Terzo distaccamento partigiano istriano, composto da rovignesi. In quel periodo Benussi e i suoi compagni parteciparono a numerose azioni militari. Sulla strada Rovigno–Valle attaccarono una colonna di veicoli nemici, distruggendone due, interruppero i collegamenti telefonici tra Valle, Dignano e Sanvincenti e compirono un attacco alla caserma fascista di Valle.
Quando i nazisti tentarono di ricostituire a Rovigno l’organizzazione fascista, coinvolgendo una quindicina di ex fascisti, la direzione del Movimento popolare di liberazione decise di impedirne la ripresa delle attività. All’azione partecipò anche Matteo Benussi. Il gruppo di combattenti entrò a Rovigno nelle ore serali del 5 gennaio 1944, ponendo fine al tentativo di ricostituzione dell’organizzazione fascista in città.
Modrušan ha ricordato inoltre che, dopo la guerra, Benussi continuò a vivere a Rovigno. Provato dalle conseguenze degli sforzi bellici, morì il 16 giugno 1951 a Belgrado. Con decreto del presidente della Repubblica Popolare Federativa di Jugoslavia, Josip Broz Tito, il 27 novembre 1953 fu proclamato eroe popolare.
I presenti hanno reso omaggio a Matteo Benussi Cio osservando un minuto di silenzio. Il presidente dell’Associazione dei combattenti antifascisti e degli antifascisti del Rovignese ha salutato i rappresentanti della Città di Rovinj-Rovigno, i consiglieri municipali presenti, il presidente della sezione rovignese dell’Associazione dei volontari e veterani della Guerra patriottica, Boris Juričić, i membri dell’Associazione dei combattenti antifascisti e degli antifascisti del Rovignese e gli altri cittadini presenti.