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17.09.2026

L’elogio del sindaco a Tullio Svettini

Il Sindaco della Città di Rovinj-Rovigno Emil Nimčević, insieme alla vicesindaca Gianfranca Šuran, ha organizzato presso il Palazzo municipale un ricevimento per Tullio Svettini, al quale è stato consegnato un elogio per il suo pluriennale contributo alla conservazione, alla promozione e alla trasmissione dell’identità culturale rovignese, del dialetto e delle tradizioni.

Svettini è nato a Rovigno nel 1941 e, dopo che la sua famiglia lasciò la città nel 1949, ha proseguito la propria vita in Italia. Sebbene abbia lasciato Rovigno ancora bambino, il legame con la città natale e con le proprie radici istriane è rimasto una costante lungo oltre sessant’anni di attività culturale e teatrale.

Ha iniziato a dedicarsi al teatro già alla fine degli anni Cinquanta e nel 1962 ha fondato il Piccolo Teatro Città di Grado. Nel 1987 ha inoltre fondato l’associazione Grado Teatro, attraverso la quale ha continuato a coltivare il teatro, i dialetti locali e il patrimonio letterario, con particolare attenzione all’opera del poeta Biagio Marin. Nel corso della sua attività ha inoltre avvicinato il pubblico a temi legati alla storia dell’Adriatico orientale e dell’Istria.

A partire dai primi anni Duemila, con la propria compagnia teatrale ha realizzato numerosi spettacoli presso le Comunità degli Italiani in Istria, a Fiume e in Dalmazia, offrendo un importante contributo al collegamento culturale tra le persone delle due sponde del confine e al ricongiungimento degli esuli con la comunità italiana nelle città di origine. Nel repertorio hanno trovato spazio anche opere di autori profondamente legati al territorio istriano, tra i quali Giusto Curto, Ligio Zanini, Fulvio Tomizza e Bepi Nider.

Un posto particolare nella sua attività è occupato proprio da Rovigno. Nel corso dei decenni, attraverso i suoi spettacoli, ha portato oltre i confini della città il dialetto, le tradizioni e l’identità rovignese, realizzando al contempo numerose rappresentazioni anche nella sua città natale, in particolare sul palcoscenico del Teatro “Antonio Gandusio”. Con il suo pluriennale impegno nella Famia Ruvignisa, nella quale ha ricoperto anche gli incarichi di consigliere e vicepresidente, ha inoltre contribuito alla salvaguardia della memoria storica, culturale e linguistica della comunità rovignese.

Il Sindaco Emil Nimčević lo ha ringraziato per i decenni di dedizione a Rovigno e al suo patrimonio. “Il valore particolare del Suo lavoro sta nel fatto che non ha mai vissuto Rovigno soltanto come il luogo dal quale proviene, ma come parte della propria identità, che ha continuato a vivere e a trasmettere agli altri. Attraverso il teatro, il dialetto rovignese, la letteratura e i numerosi incontri ha unito persone e generazioni, rappresentando la nostra città anche al di fuori dei suoi confini. La ringrazio per aver custodito, nel corso di tutti questi anni, una parte importante della storia rovignese e per averla trasmessa alle generazioni successive”, ha affermato il Sindaco.

La vicesindaca Gianfranca Šuran ha sottolineato in particolare il contributo di Svettini alla salvaguardia della cultura italiana autoctona e del dialetto rovignese. “Desidero rivolgere a Tullio Svettini un ringraziamento sincero, a nome di tutti i rovignesi, di coloro che sono rimasti e di coloro che le vicende della storia hanno portato lontano, sparsi nel mondo, ma anche a nome di tutti i nostri concittadini che oggi condividono e costruiscono la vita della nostra Rovigno. Il riconoscimento che gli viene conferito è il riconoscimento a un uomo che, attraverso gli strumenti della cultura, ha saputo creare e mantenere vivo un ponte tra esuli e rimasti, facendo della memoria non un elemento di divisione, ma uno spazio nel quale ritrovarsi, riconoscersi e continuare a dialogare. Nei suoi lavori Tullio ha saputo raccontare pezzi di vita rovignese, traendo ispirazione dalla ricerca storica, dalle vicende delle persone, dalle tradizioni, dalla lingua e da quella quotidianità che costituisce il patrimonio più autentico di una comunità. E lo ha fatto con la leggerezza propria del teatro, senza mai rendere superficiale ciò che raccontava. Dietro un sorriso, una battuta, un personaggio o una situazione apparentemente semplice, ha saputo restituirci frammenti importanti del nostro retaggio storico e culturale. Il suo teatro ha così avuto una duplice e preziosa capacità: suscitare il ricordo in chi quella Rovigno l’ha vissuta, facendo riaffiorare luoghi, persone, atmosfere ed emozioni; e, nello stesso tempo, accendere la curiosità di chi quella Rovigno non l’ha conosciuta, soprattutto dei più giovani, invitandoli a domandarsi da dove veniamo, quali storie custodiscono le nostre vie, le nostre case, le nostre parole e le nostre tradizioni”, ha affermato Šuran.

L’elogio consegnato rappresenta un segno di riconoscimento per oltre sessant’anni di attività culturale e teatrale, durante i quali Svettini è rimasto profondamente legato alla propria città natale, promuovendone il patrimonio, la lingua e l’identità in Italia e oltre.

Oltre a Tullio Svettini, presente al ricevimento insieme alla consorte Lucilla Pasquali, hanno partecipato anche la presidente della Comunità degli Italiani Viviana Benussi, il presidente della Famia Ruvignisa Gabriele Bosazzi, la presidente del Comitato di Roma e vicepresidente nazionale dell’ANVGD Donatella Schürzel, nonché i membri della Famia Ruvignisa Eufemia Giuliana Budicin e Camillo Mariani.