Domani alle ore 19:00, presso lo spazio espositivo della Photo Art Gallery del Centro di Arti Visive «Batana» di Rovinj – Rovigno, si inaugura la mostra personale «Tracce degli abitanti». L’autore delle fotografie è Marko Krnjajić, di Pola. I soggetti delle opere sono dedicati ai cittadini e ai vicini di casa.
Tracce degli abitanti è un progetto fotografico a lungo termine, sviluppato nell’arco di dieci anni, nato dall’esigenza di osservare l’Istria al di là della sua immagine abituale e riconoscibile. L’autore è interessato agli spazi che non sono stati concepiti per essere visti, bensì per essere abitati: ingressi, facciate, balconi, cortili, giardini, oggetti, piante e soluzioni improvvisate nate dalle esigenze quotidiane. È proprio in questi luoghi, spesso trascurati o lasciati in secondo piano, che lo spazio comincia a parlare delle persone che lo vivono.
Nelle fotografie non compaiono persone. Eppure, la loro presenza è percepibile. La loro esistenza si può leggere nel modo in cui hanno collocato, riorganizzato, piantato, recintato o adattato qualcosa alle proprie esigenze. Lo spazio diventa così una sorta di ritratto senza volto. Piccoli dettagli, apparentemente privi di particolare importanza, possono raccontare abitudini, gusti, modelli familiari, condizioni economiche o il semplice bisogno di rendere familiare il proprio ambiente. Questi interventi non sono semplici elementi decorativi, ma costituiscono una sorta di biologia dell’abitare: tracce visibili di una lunga negoziazione tra l’essere umano e il luogo.
Lo spazio, pertanto, non viene considerato come uno scenario passivo. È una realtà stratificata, nella quale si intrecciano architettura, tempo, esperienza personale e relazioni sociali. Abitare significa appropriarsi gradualmente dello spazio, introdurvi le proprie abitudini e necessità, lasciando segni che, con il tempo, diventano quasi inseparabili dalla struttura stessa del luogo. L’essere umano trasforma lo spazio, ma, allo stesso tempo, lo spazio contribuisce a plasmare il suo senso d’identità e di appartenenza.
La serie è stata realizzata in diverse località dell’Istria: Pola, Dignano, Pisino, Promontore, Colmo, Barbana, Bogliuno… L’Istria non viene rappresentata attraverso l’immaginario turistico, né come uno spazio identitario unitario e chiaramente delimitato. È osservata dall’interno, attraverso piccoli scorci di vita quotidiana nei quali si incontrano diversi strati di tempo, architettura e vita vissuta. Ciò che interessa all’autore è l’Istria al di là della cartolina: uno spazio che si rivela soltanto quando smettiamo di cercare ciò che è rappresentativo e cominciamo a osservare ciò che è quotidiano.
Anche la posizione dell’autore contribuisce a definire questo sguardo. Non è nato in Istria, ma vive qui da dodici anni. È arrivato in questo territorio portando con sé un’estetica, un’esperienza e una mentalità differenti. Nel corso degli anni, l’Istria gli è diventata familiare, ma, come afferma, non ha mai smesso di osservarla con una certa distanza. È proprio tra queste due posizioni – appartenenza e distacco – che prende forma il progetto. Mentre osserva come gli altri abitanti plasmano i luoghi che chiamano propri, l’autore si interroga contemporaneamente sul proprio rapporto con uno spazio che, gradualmente, è diventato parte della sua vita.
Tracce degli abitanti non è un tentativo di tornare a un passato idealizzato. Al contrario, il progetto cerca di cogliere il presente, consapevole della sua transitorietà. Gli oggetti vengono rimossi, le facciate cambiano, le piante crescono oltre i propri vasi, gli edifici assumono nuove funzioni e le abitudini quotidiane lentamente scompaiono o si trasformano. Ciò che oggi passa quasi inosservato, domani potrebbe non esistere più. La fotografia assume quindi anche una funzione di memoria.
Tracce degli abitanti si allontana dall’idea di fotografia documentaria intesa come semplice registrazione di ciò che si trova davanti all’obiettivo. Ogni fotografia è, allo stesso tempo, una testimonianza, un’interpretazione e un incontro con il tempo. La serie cerca di preservare ciò che è effimero: piccole scelte legate allo spazio, interventi personali e segni della quotidianità che possono scomparire con la stessa rapidità con cui sono comparsi.
In definitiva, questo progetto pone una domanda semplice, ma aperta: quando lo spazio smette di essere soltanto il luogo in cui viviamo e diventa il luogo a cui sentiamo di appartenere? Forse la risposta non si trova nei grandi simboli, ma proprio nei piccoli dettagli attraverso i quali rendiamo nostro lo spazio.
Attualmente, il progetto comprende 15 fotografie a colori, nel formato 40 × 50 cm, realizzate con la tecnica della stampa digitale. La serie rimane aperta e si prevede un suo ulteriore ampliamento fino a raggiungere un corpus definitivo di circa 25 fotografie. Nello spazio espositivo, le opere sono concepite come una sequenza lineare, nella quale le singole immagini si susseguono come frammenti di un più ampio racconto territoriale e personale.
A corredo della mostra è previsto un incontro con l’autore Marko Krnjajić, che terrà una conferenza dal titolo «La fotografia digitale – fotocamera, cellulare e immagini create con l’intelligenza artificiale». L’incontro si terrà sabato 17 ottobre, alle ore 18:00, un’ora prima dell’inaugurazione della mostra, presso la Photo Art Gallery (PAG) «Batana» di Rovinj – Rovigno, in Piazza del Cantiere Navale 2.
Vi aspettiamo numerosi!