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17.09.2026

Ricordato l’82° anniversario della morte di Aldo Rismondo

In occasione dell’82° anniversario della morte di Aldo Rismondo, il presidente e il membro della presidenza dell’UABA Rovinjštine – UCCA Rovignese, David Modrušan e Branko Oplanić, insieme alla vicesindaca di Rovinj-Rovigno Gianfranca Šuran, hanno deposto una corona di fiori presso il monumento eretto nel luogo in cui Rismondo fu ferito, a Stanzia Angelini. Erano presenti anche Rudolf Maružin, membro della presidenza, il segretario Damir Gašpić, il presidente della sezione rovignese dell’Associazione dei volontari e veterani della Guerra patriottica, Boris Juričić, nonché il cittadino Franko Udovičić.

Il monumento è stato risanato e rinnovato nel 2021 con fondi della Città di Rovinj-Rovigno, confermando ulteriormente l’importanza della conservazione dei luoghi che testimoniano le persone e gli eventi che hanno segnato la storia di Rovinj-Rovigno e del suo territorio.

Oggi è stata nuovamente sottolineata l’importanza della figura di Aldo Rismondo, uno dei dirigenti del movimento di liberazione nazionale del territorio rovignese e uno dei fondatori dell’Unione degli Italiani dell’Istria e di Fiume.

Nato a Graz il 24 dicembre 1915, durante la Prima guerra mondiale la sua famiglia fu deportata. Al rientro a Rovigno, Rismondo trovò impiego come impiegato presso la filiale rovignese delle Cooperative operaie della Venezia Giulia e del Friuli. Come molti giovani rovignesi, in seguito entrò nella marina mercantile, dove conobbe le difficili condizioni e lo sfruttamento a cui erano sottoposti i giovani marittimi.

Nel 1938 rifiutò di aderire al Partito fascista, motivo per cui si dimise e tornò disoccupato a Rovigno, dove si impegnò attivamente nel lavoro del Partito Comunista d’Italia.

Dopo la morte di Pino Budicin e Augusto Ferri, segretari politici dell’organizzazione del Comitato circondariale di Rovigno, Rismondo divenne il terzo segretario del partito. Si distinse come organizzatore, attivista e instancabile militante politico, particolarmente impegnato nella lotta contro il fascismo e ricordato per il suo impegno a favore della fratellanza italo-croata.

La sua vita fu bruscamente interrotta. Il giorno della sua morte avrebbe dovuto incontrare alcuni compagni provenienti da Rovigno, ma mentre si trovava seduto in una radura fu sorpreso da una pattuglia tedesca. Gravemente ferito, fu trasportato a Polari, da dove, dopo un accordo con il medico, avrebbe dovuto essere trasferito in barca all’ospedale di Rovigno. Durante il tragitto verso l’ospedale, tuttavia, morì a causa delle gravi ferite riportate, in questo stesso giorno del 1944.

La commemorazione della sua morte non rappresenta soltanto un atto di ricordo di un uomo e della sua epoca. È anche un richiamo ai valori per i quali Rismondo si batté: libertà, dignità, solidarietà e senso di comunità, nonché alla responsabilità di preservare le esperienze storiche dall’oblio.

Perché luoghi come questo non parlano soltanto del passato. Ci ricordano che la pace, la libertà e il rispetto reciproco non sono valori da dare per scontati, ma valori che ogni generazione deve nuovamente riconoscere, coltivare e trasmettere.