{"id":33,"date":"2016-11-14T22:57:28","date_gmt":"2016-11-14T22:57:28","guid":{"rendered":"http:\/\/rovinjhr.lin53.host25.com\/?page_id=33"},"modified":"2017-12-13T12:43:39","modified_gmt":"2017-12-13T10:43:39","slug":"povijest","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.rovinj-rovigno.hr\/it\/rovigno\/hrvatski-povijest\/","title":{"rendered":"Storia"},"content":{"rendered":"<p>Le prime testimonianze sul nome della citt\u00e0, anticamente Castrum Rubini, risalgono abbastanza indietro nel tempo, al secolo VI-VII, all&#8217;Anonimo Ravvenate, compilatore di una Cosmographia nel VII secolo d.C. nella quale riproduce le condizioni geografiche quali erano alla fine del secolo V. Usando queste fonti lo storico rovignese Benussi stabilisce la nascita del primo nucleo abitativo di Rovigno nel periodo che va dal III al IV secolo d.C.<\/p>\n<p>Il circondario di Rovigno era abitato gi\u00e0 nel periodo preistorico e protostorico in particolare nell&#8217;et\u00e0 del bronzo e del ferro quando in Istria fioriva la cultura degli Istri, che barattavano le prime merci con Greci ed Etruschi. Gli ultimi ritrovamenti testimoniano l&#8217;esistenza di un insediamento umano, sull&#8217; isola dove successivamente sorse l&#8217;odierno abitato rovignese, gi\u00e0 nel periodo di passaggio dal secondo al primo millennio. Durante il secolo XVIII l&#8217;abitato si espanse al di l\u00e0 dell&#8217;isola, oltre il canale che venne interrito nel 1763 e Rovigno si trasform\u00f2 in un abitato peninsulare.<\/p>\n<p>Dopo il tranquillo periodo di governo romano il territorio fu sconvolto dalle scorrerie dei Visigoti, Unni, Goti e Bizantini. Per fuggire a queste incursioni gli abitanti si rifugiarono sulle isole creando nuovi insediamenti: Mons Albanus, S.Caterina, S.Andrea e Cissa. Quest&#8217;ultima viene menzionata per la prima volta da Plinio il Vecchio. Secondo la leggenda affond\u00f2 durante i grandi terremoti della seconda met\u00e0 dell&#8217;VIII secolo.<\/p>\n<p>Il Castrum Rubini, situato attorno all&#8217;odierna chiesa di S.Eufemia, primariamente dedicata a S.Giorgio, verr\u00e0 successivamente chiamato: Ruigno, Ruginio, Ruvigno. Sopravviver\u00e0 agli assalti da terra e da mare degli Slavi (Domagoj 876), dei Naretani (865 e 887) e dei Saraceni (819 e 842).<\/p>\n<p>Dopo il domino bizantino Rovigno pass\u00f2 sotto l&#8217;amministrazione longobarda successivamente,sotto quella dei Franchi. Durante il periodo feudale in Istria Rovigno perde la maggior parte dell&#8217;autonomia dei vecchi municipi romani; divent\u00f2 comunque, dato il continuo aumento della popolazione, uno dei centri istriani pi\u00f9 importanti come lo testimonia la sua presenza al Placito del Risano nel 804.<\/p>\n<p>Protetta, dalla parte del mare, da coste rocciose e dall&#8217;altra da solide mura Rovigno subi, come tutte le altre cittadine dell&#8217;Istria, varie incursioni devastanti. L&#8217;Istria, ponte tra la penisola Appenninica e quella Balcanica risultava strategica e di alto interesse sia per le civilta orientali che occidentali. Carlo Magno riconobbe il dominio ecclesiastico dei patriarchi di Aquileia e, nel 966, Rovigno venne aggregato della diocesi parentina, anche se, nei secoli precedendi, faceva parte della diocesi polese.<\/p>\n<p>Nei secoli X e XI in Istria governarono nobili famiglie feudali tedesche; nel 952 i duchi di Baviera, nel 976 i duchi di Carinzia, e nel 1173 la signoria degli Andechs-Merania.<\/p>\n<p>Il regime municipiale, delineatosi a partire dal XII secolo e poggiante sul Consiglio maggiore e dall&#8217;Adunanza del popolo con a capo il console, lott\u00f2 per l&#8217;autonomia della citt\u00e0 opponendosi sia al potere temporale del Patriarca di Aquileia al quale era sottomesso dal 1208, che alle mire espansionistiche di Venezia.<\/p>\n<p>Rovigno, di volta in volta si adattava alle potenze che pi\u00f9 favorivano la sua autonomia. Nell&#8217;anno 1188 Rovigno firma un trattato commerciale con Ragusa (Dubrovnik); &#8220;renovatio pacis&#8221;.<\/p>\n<p>Nel secolo XIII Rovigno pi\u00f9 volte si scontra con le citt\u00e0 di Pirano e Capodistria. La &#8220;Serenissima&#8221;, sempre pi\u00f9 potente, desiderando trasformare l&#8217;Adriatico settentrionale in un &#8220;golfo veneziano&#8221;, vuole fare dell&#8217;Istria il suo &#8220;scudo&#8221;. Rovigno, cosciente della potenza della Repubblica di S.Marco e dei privileggi marittimo commerciali che pu\u00f2 ottenere, nel 1283, seguendo l&#8217;esempio di Parenzo, Cittanova e Umago, firma l&#8217;atto di dedizione a Venezia, dando cos\u00ec inizio al secolare governo veneziano.<\/p>\n<p>La Repubblica di S.Marco concedeva una certa autonomia comunale mantenendo pero&#8217; il controllo politico ed economico.<\/p>\n<p>La massima espressione delle autorit\u00e0 comunali, e in un certo senso dell&#8217;autonomia municipale, erano l&#8217;Adunanza (Arrengo) del popolo e il Consiglio Maggiore di cui potevano far parte solo gli appartenenti a facoltose o notabili famiglie. Quest&#8217;ultimo vota le leggi, che ricevono nell&#8217;Adunanza la conferma dell&#8217;intera popolazione. A capo della citt\u00e0 stava il Console eletto dal Consiglio Maggiore, mentre il vero rappresentante e difensore dei popolani era il Sindaco, eletto dall&#8217;Adunanza del popolo. Che poi anche Rovigno avesse a capo del suo comune un podest\u00e0 e probabile perch\u00e8 tale carica era generalizzata.<\/p>\n<p>La divisione della struttura sociale era semplice. La societ\u00e0 era divisa in nobili e popolani. A Rovigno il quadro era alquanto diverso in quanto non vi figuravano famiglie nobili mentre numerose erano quelle di estrazione cittadino-civile. Rovigno gi\u00e0 all&#8217;inizio del XV sec possedeva un suo Statuto, composto da tre libri: il primo \u00e8 riservato al diritto amministrativo, il secodo era in pratica il &#8220;codice civile&#8221; mentre il terzo tratta il diritto e la procedura penale.<\/p>\n<p>L&#8217;economia della &#8220;Serenissima&#8221; si basava essenzialmente sulle attivit\u00e0 legate al mare, il che si riflesse anche nella struttura urbanistica di Rovigno. Accanto ai pescatori, ai marinai e agli agricoltori appaiono, sempre pi\u00f9 numerosi i commercianti e gli artigiani. Nel secolo XIV gli agricoltori, i pescatori, i marinai, i tagliapietre ed altre categorie si uniscono in confraternite. Lo sviluppo della marineria accentua le rivalit\u00e0 tra le citt\u00e0 rivalit\u00e0, che spesso porta a scontri armati. Rovigno non fu indenne dalle conseguenze nefaste della guerra tra Venezia e Genova, la quale nel 1379 la devast\u00f2 e conquist\u00f2, rubando pure le reliquie della protettrice, le quali furono restituite nel 1401.<\/p>\n<p>L&#8217;Istria centrale, possesso dei conti di Gorizia, nel 1374 passo ai duchi d&#8217;Austria dando vita alla Contea di Pisino.<\/p>\n<p>Con il Medioevo a Rovigno arriva una delle peggiori calamit\u00e0: la peste. Qui sue tragiche conseguenze, grazie alla posizione geografica e al clima, furono limitate.<\/p>\n<p>Gli Uscocchi attaccarono pi\u00f9 volte i domini veneti (1579 e 1599) e neanche Rovigno usc\u00ec indenne da queste incursioni.<\/p>\n<p>A seguito delle invasioni turche, lungo costa istriana si stabilirono popolazioni dell&#8217;Istria centrale, della Bosnia, della Dalmazia, della Grecia e dell&#8217;Albania. Ci\u00f2 provoc\u00f2 un notevole aumento demografico; nel 1595 la citt\u00e0 ha 2800 abitanti, nel 1650 all&#8217;incirca 5000, nel 1741 conta 7966 abitanti e nel 1775 addirittura 13.788. L&#8217;aumento demografico caratterizz\u00f2 la particolare struttura urbanistica: case che si sviluppano in altezza strette l&#8217;una all&#8217;altra e addossate alle mura cittadine. Ogni stanza \u00e8 provvista di un camino ed \u00e8 abitata da una famiglia.<\/p>\n<p>Sin dalla nascita del centro urbano di Rovigno, la peculiarit\u00e0 della sua posizione geografica-un isolotto che si affaccia su due ampie insenature- favor\u00ec lo sviluppo delle attivit\u00e0 legate al mare. Nel Tardo Medioevo e fino alla met\u00e0 del XVI secolo il porto Rovignese rivesti un ruolo considerevole quale scalo sulla tradizionale rotta mercantile da e per Venezia. I marinai rovignesi si distinsero per il loro coraggio e la loro abilit\u00e0 nelle guerre che i veneziani condussero contro i turchi del XVI secolo e nella guerra di Candia del 1648. I rovignesi si distinsero pure quali &#8220;Pedotti&#8221; o &#8220;Peoti&#8221;, ovvero i piloti abilitati a pilotare i navigli stranieri verso la &#8220;Serenissima&#8221;. Tre dei dodici capitani di vascello rovignesi furono creati Cavalieri di S.Marco. A uno di essi, Garzotto, \u00e8 stata dedicata una delle vie principali del nucleo storico.<br \/>\nAi tempi delle guerre contro i turchi, con l&#8217;aiuto di Venezia, vennero rinforzate le fortificazioni della citt\u00e0: nel 1563 il Porton del Ponte e nel 1590 la Portizza (Sotto muro).<\/p>\n<p>Nell&#8217;anno 1650, dopo le guerre degli uscocchi, parte della popolazione inizi\u00f2 a costruire al di l\u00e0 delle mura e sul colle difronte la citt\u00e0. Nel 1763 venne interrito il canale che ormai era diventato solo un ostacolo per la comunicazione tra i due colli. Rovigno si trasformo cos\u00ec in una penisola.<\/p>\n<p>Nei secoli XVII e XVIII Rovigno divenne il centro pi\u00f9 importante dell&#8217;Istria per quanto atteneva al settore della pesca. La marineria, soprattutto nel secolo XVIII, registr\u00f2 una notevole crescita e parallelamente ebbe sempre pi\u00f9 rilievo l&#8217;attivit\u00e0 degli squeri. La &#8220;Serenissima&#8221; rispetta solo apparentemente l&#8217;autonomia comunale e la popolazione viene onerata da numerose tasse e dazi doganali. Rovigno divent\u00f2 cos\u00ec un centro dei contrabbandieri e di notevoli fermenti sociali che richiesero, per essere sedati, l&#8217;intervento degli sbirri veneziani: 1767, 1769, 1774 e 1780. Nel 1719, la dichiarazione di Trieste e Fiume quali porti franchi cre\u00f2 non pochi problemi all&#8217;economia rovignese.<\/p>\n<p>Con la caduta del Consiglio Maggiore di Venezia, il 12 maggio 1797, a Rovigno decide di instaurare un &#8220;governo democratico&#8221; nel quale fosse rappresentata indistintamente tutta la popolazione; cos\u00ec, l&#8217;undici di giugno il &#8220;Consiglio universale dei Cittadini capi famiglia&#8221; elesse 18 Municipalisti, i quali dovevano costituire la &#8220;Municipalit\u00e0 del popolo libero e sovrano&#8221; e reggere e governare la citt\u00e0 per il periodo di un anno. Il comune riesce a mantenere la propria autonomia per tutto il periodo della breve dominazione austrica fino al 1805 e durante il periodo napoleonico, nell&#8217;ambito delle Province illiriche &#8211; Provinces Illyriennes &#8211; dal 1809 al 1813.<\/p>\n<p>Nel 1813 con l&#8217;assegnazione dell&#8217;Istria all&#8217;Austria vengono abolite tutte le leggi napoleoniche e le istituzioni illiriche e introdotto il codice austriaco; a Rovigno, nel 1821 viene confermato lo status di Citt\u00e0; dal 1825 al 1860 entra a far parte del circolo d&#8217;Istria la quale, con la patente Imperiale del 26 febbraio del 1861 viene dichiarata Provincia autonoma con la propria Dieta e divisa in capitanati distrettuali e distretti giudiziari.<\/p>\n<p>Durante il periodo austrungarico Rovigno prospera economicamente e culturalmente, migliorano di conseguenza le condizioni sociali e l&#8217;infrastuttura urbana; nella prima met\u00e0 del secolo XIX viene introdotta l&#8217;illuminazione cittadina, vengono costruite le scuole vecchie, il mulino a vapore, il faro sull&#8217;isola di S.Giovanni, il cementifio e nel 1850 la citt\u00e0 diventa sede della Camera di Commercio e dell&#8217;Industria.<\/p>\n<p>Anche la seconda met\u00e0 del secolo \u00e8 caratterizzata da un intenso sviluppo: nel 1859 viene costruito il molo grande, nel 1872 viene eretta la fabbrica tabacchi, nel 1878 la fabbrica della cera, nel 1882 la fabbrica del vetro nel 1882 uno stabilimento per la lavorazione e la conservazione del pesce, nel 1888 viene aperto l&#8217;ospedale, nel 1891 viene inaugurato l&#8217;Istituto di biologia marina. Nel 1876 arriva, da Canfanaro, il primo treno. Altre innovazioni caratterizzano l&#8217;alba del nuovo secolo: nel 1905 viene ampliato il porto della baia di Val di Bora e introdotta l&#8217;illuminazione cittadina a gas e nel 1906 viene installato il primo telefono cittadino.<\/p>\n<p>Con la caduta della monarchia austrungarica Rovigno passa sotto la sovranit\u00e0 italiana, fino alla capitolazione dell&#8217;Italia nel settembre 1943. Dal 1943 fino alla fine della seconda guerra mondiale e occupat\u00e0 dai tedeschi.<br \/>\nRovigno, con il trattato di pace di Parigi del 1947 viene assegnato, assieme a tutta l&#8217;Istria e alle isole del Quarnero, alla Repubblica croata della federazione Jugoslava. Nell&#8217;anno 1990 ha inizio la guerra per l&#8217;indipendenza dalla federazione comunista jugoslava.<\/p>\n<p>Il 25 giugno del 1991, con la Delibera costituzionale sulla sovranit\u00e0 e autonomia della R.C. e, con la Dichiarazione di costituzione della sovranit\u00e0 e dell&#8217;autonomia, la Republica di Croazia diventa stato sovrano.<br \/>\nOggi Rovigno, nel vortice dei cambiamenti democratici, con una vivace vita politico-sociale, aspira alla creazione di condizioni urbanistiche ottimali al fine di migliorare la vita dei sui cittadini e dei suoi visitatori sia abituali che occasionali.<\/p>\n<p><em>Alcune delle foto per le pagine &#8220;Storia&#8221; e &#8220;Visita guidata&#8221;, sono state tratte da: Rovigno d`Istria (Edizione:Famia ruvignisa,1997) e Rovinj-Rovigno (EdizoneGarmond).<\/em><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le prime testimonianze sul nome della citt\u00e0, anticamente Castrum Rubini, risalgono abbastanza indietro nel tempo, al secolo VI-VII, all&#8217;Anonimo Ravvenate, compilatore di una Cosmographia nel VII secolo d.C. nella quale riproduce le condizioni geografiche quali erano alla fine del secolo V. 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