Villa di Rovigno

Sulla strada Rovigno – Canfanaro, a 5-6 km da Rovigno, si trova l’abitato di Villa di Rovigno, dalle cui colline si può ammirare uno stupendo panorama della città di Rovigno e del suo arcipelago.
Oggi, Villa di Rovigno è in continuo sviluppo e, a poco a poco, sta diventando sobborgo di Rovigno. Su un chilometro quadrato di superficie, fino ad oggi sono state costruite circa 400 case.

Quelle più vecchie, sono raggruppate in varie località (Rudelici, Cupici, Morovi, Vicani – e portano i nomi delle famiglie che vi abitavano diverse decine di anni fa) e sono un bell’esempio di architettura rurale del XIX e XX secolo.

Quasi tutte sono state ristrutturate. Le vecchie case sono bellissime costruzioni a pianterreno oppure ad un piano, con ballatoio e cisterna, nonché con il giardino avente il muro di cinta nell’ambito del quale si può ancora trovare qualche centenario forno per il pane. Le nuove case sono incorporate all’interno del vecchio nucleo storico oppure ai margini dell’abitato. Sono collegate con viuzze, dalla parte destra e sinistra della strada principale dell’abitato, e continuano lungo il sentiero verso le campagne recintate con muri a secco.

Villa di Rovigno, sparpagliata sulle alture e nel canale che va dal colle di Kanastrak verso Rovigno, attorniata dal verde, possiede tutta l’infrastruttura necessaria per una vita tranquilla e gradevole fuori città, e allo stesso tempo è cosi vicina sia alla città che al mare.
A Villa di Rovigno vivono circa 700 abitanti, mentre d’estate, con la presenza dei turisti, sono molti di più. La maggior parte degli abitanti lavora nelle vicine Rovigno e Pola, mentre gli altri vivono e lavorano a Villa di Rovigno, occupandosi di artigianato, commercio e agricoltura, oppure si godono la meritata pensione.

STORIA

Le tracce preistoriche delle colonie – castellieri sulle alture nei dintorni di Rovigno le troviamo in diverse località (totale 24 siti archeologici), tra le quali Gomila, Gradina, Kanastrak. Gumila, collina sul versante orientale di Villa di Rovigno, oggi è un grande cumulo di macerie. Anche al tempo dei Romani c’era vita nel circondario (Karojba, Luzina). Tuttavia, solo Villa di Rovigno è sorta nel medioevo.

È stata fondata nel 1525 da un gruppo di immigrati, chiamati Morlacchi, ma sicuramente, in base ai nomi nei documenti (Bankovic, Zorzic, Vratovic, Staric) di stirpe Slava, organizzati in istituzioni rurali con a capo lo zupano. Esaminando i documenti scritti si è visto che si trattava di immigrati croati provenienti dal territorio zaratino, che fuggendo dagli attacchi dei Turchi, e con il permesso di Venezia, si sono stabiliti sull’odierno territorio di Villa di Rovigno. Dagli scritti antichi veniamo a sapere che spesso muovevano causa al Capitolo rovignese, sia per le questioni riguardanti l’obbligo di donazioni alla città, per i danni causati dal loro bestiame, oppure per questioni riguardanti la nomina del sacerdote che conoscesse la lingua e la scrittura illirica e che celebrasse le funzioni religiose in lingua slava. Lo zupano rappresentava il villaggio nei rapporti con il comune e il Capitolo di Rovigno; inoltrava le rimostranze a nome degli abitanti, conduceva le trattative, stipulava gli accordi, teneva conto del mantenimento dell’ordine e della quiete pubblica tra gli abitanti, controllava la salute delle persone e notificava il manifestarsi di malattie infettive. Lo zupano veniva eletto tra gli abitanti più capaci e più illustri, all’inizio per 3 mesi e in seguito per un anno, e veniva confermato dal comune rovignese ovvero dal podestà.

Con la caduta della Repubblica di Venezia e dopo le guerre napoleoniche, Villa di Rovigno con il resto dell’Istria viene annessa alla monarchia austriaca.

Nel 1876 a Villa di Rovigno arriva il giovane maestro Stjepan Ziza, nativo del villaggio di Kosinozici, vicino a Villanova, nel Parentino. Questo grande personaggio del risorgimento nazionale istriano, raccoglitore del tesoro popolare, delle tradizioni e delle poesie popolari, ha introdotto nella scuola l’insegnamento della lingua croata (nel 1844 è stata aperta la scuola elementare croata), e ha contribuito all’istruzione di Villa di Rovigno e alla fondazione di società culturali. Grazie a lui nel 1898 è stata aperta a Villa di Rovigno la Sala di lettura popolare e ben presto anche una biblioteca.

Alla fine della I Guerra mondiale, nel 1918 Villa di Rovigno passa sotto l’amministrazione dell’Italia fascista e vi rimane fino alla sua capitolazione, nel 1943. Fino alla fine della II Guerra mondiale e durante l’occupazione tedesca a Villa di Rovigno era molto sviluppato il movimento di liberazione popolare e molti abitanti hanno partecipato attivamente alla lotta per la liberazione. Dopo la guerra presero il sopravvento le difficili condizioni di vita: fame, povertà, costrizioni a includersi nelle cooperative contadine, lavoro nelle miniere, “lavori volontari”, requisizione del cibo. I giovani, delusi, se ne vanno nelle città. Negli anni ’60 il “regime rosso” cede. Villa di Rovigno inizia a svilupparsi.

Oggi Villa di Rovigno è parte della città di Rovigno, come unità dell’autogoverno locale, con il suo Comitato locale, tramite il quale i paesani partecipano direttamente alla creazione e alla risoluzione di determinate questioni riguardanti lo sviluppo del proprio abitato.